Che il Napoli fosse in crisi da un po' di tempo lo sapevano sia i tifosi che i giocatori stessi, ma vi era una speranza da cullare quanto meno in Coppa Italia, ed invece eliminazione e finale meritata per la Lazio che passa al San Paolo con una rete di Lulic -uomo della provvidenza- che nel finale della partita salverà, anche, un gol già fatto dopo una splendida azione del recuperato Insigne. Per cui i bianco-celesti affronteranno in finale di Tim Cup la Juve.

Ma a tenere banco è il dopo partita del San Paolo dove un arrabbiatissimo Aurelio De Laurentiis fa irruzione in sala stampa, dopo che aveva parlato Rafa Benitez, ed inizia un monologo a 360°gradi prendendosela in primis con i calciatori, rei -secondo il patron azzurro- di non onorare al meglio la maglia azzurra e di mortificare le giuste aspettative dei supporter che, sempre secondo il presidente, non meritano simili partite, definite dallo stesso come squallide.

Per cui al culmine del suo discorso De Laurentiis ha preso una misura drastica, mai adottata nel suo decennale mandato da presidente, ossia mandare la squadra in ritiro a tempo indeterminato, una misura necessaria -secondo lui- che dovrebbe servire affinché la squadra e tutte le sue componenti ritrovino nuovo smalto per affrontare al meglio il finale di stagione, che oltre al campionato, quasi compromesso, prevede la disputa dei quarti di finale di Europa League contro il Wolsfburg.

Purtroppo, come dicevamo, da oltre un mese il Napoli è in caduta libera in campionato, solo 5 punti fatti e media da retrocessione, ma ciò nonostante ieri sera al San Paolo per la sfida ai capitolini vi erano ben 50mila tifosi che hanno spinto fino alla fine i partenopei verso la terza finale di Tim Cup in quattro anni, ma ciò non è bastato.

Higuain e compagni hanno palesato in pieno i limiti evidenti dell'ultimo mese, e non è oramai solo un problema endemico come quello della difesa, ma anche l'attacco che non riesce più a segnare, nonostante Benitez abbia fatto giocare Gabbiadini - a furor di popolo- al posto di un Callejon che non ha più confermato quanto di buono aveva fatto vedere lo scorso anno, quando con Higuain e Insigne formava un trio di meraviglie.

A questo punto sembra che l'era Benitez sia giunta al capolinea, anche in virtù del fatto che a Napoli s'era creata una frattura tra il tecnico valenciano e la città che non ha perdonato a Don Rafè - come lo chiamano da quelle parti- delle scelte tecniche che hanno portato ad accantonare gente come Hamsik ed ostinarsi invece a far giocare sempre e costantemente suoi pupilli come De Guzman o lo stesso Callejon.

Una situazione in piena evoluzione che noi seguiremo per tenere aggiornata una piazza, quella napoletana, che vive di calcio in modo viscerale e che in questi tempi si sente delusa ed umiliata dagli scarsi risultati che la squadra sta ottenendo sul campo.