Il cielo è di nuovo azzurro sopra Berlino, come lo fu in occasione degli ultimi Mondiali vinti dalla nostra Nazionale. Ma questa volta le maglie che tingeranno il cuore freddo dell'Europa del colore cantato da Celentano sono quelle che stanotte a Madrid hanno indossato i giocatori della Vecchia Signora, rinunciando alla tradizionale casacca bianconera. La Juventus, infatti, è da stanotte la seconda finalista dopo il Barcellona a staccare il biglietto per l'appuntamento che il 6 giugno decreterà quale sia la squadra più forte del vecchio continente.

Un finale forse inaspettato rispetto ai progetti pur ambiziosi del club torinese ma che pian piano ha preso forma anche nel cuore dei tifosi, che significativamente hanno accompagnato la squadra in questi giorni con l'hashtag "fino alla fine", dove la fine si è tradotta nella finale. Protagonista di questo traguardo, raggiunto nuovamente dopo dodici anni dai ragazzi allenati da Allegri, è stato al Bernabeu il centravanti che fino alla scorsa stagione vestiva paradossalmente la maglia opposta, Alvaro Morata. Non di rado il pallone tira questi scherzi, lasciando spazio al rimpianto di chi come il Real Madrid potrebbe aver pensato di aver ceduto quel ragazzo ancora acerbo ad una cifra superiore al suo valore e rimanendo questa notte amaramente deluso.

Voleva solo delle occasioni per giocare e la Juventus gli ha dato l'opportunità di giocarsi la finale di Champions League. Lui ha dato alla Juventus la possibilità di giocarsi il più grande trofeo europeo nove anni dopo la retrocessione in serie B e lo scandalo "calciopoli". Ma tutta la squadra che ha conquistato il pareggio necessario a superare il Real Madrid è stata un'orchestra capace di suonare in armonia la musica dei calciatori maggiormente dotati di esperienza, come Buffon e Chiellini, con quella dei talentuosi giovani alla Pogba e alla Morata, appunto. E faremmo un torto a scegliere un nome sugli altri, nonostante il tabellino finale, al gol di Cristiano Ronaldo nel primo tempo faccia registrare, appunto, il pareggio del giovanissimo spagnolo nella ripresa.