Non accennano a diminuire gli scandali e le polemiche che in questi giorni hanno messo a soqquadro il mondo del calcio e della FIFA in particolare con il presidente Sepp Blatter costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente dopo 17 anni di regno incontrastato.

Nei giorni scorsi aveva fatto molto rumore la vicenda legata all'inchiesta americana sulla corruzione per l'assegnazione dei campionati mondiali di calcio del 2018 alla Russia e del 2022 al Qatar, attorno ai quali ruoterebbe un giro di mazzette che di giorno in giorno aggrava la posizione degli arrestati e degli indagati.

Come se questo non fosse già abbastanza per screditare la massima istituzione del calcio mondiale, ora arriva un altro scandalo che risale alla partita di play-off tra Francia e Irlanda disputata allo stadio Saint Denis di Parigi il 18 novembre del 2009. Per i Blues sembrava essere solo una formalità la qualificazione ai campionati mondiali previsti l'anno successivo in Sudafrica, in quanto nella gara d'andata si erano imposti in trasferta per 1-0 con un gol di Anelka. Qualcosa però nella gara di ritorno non funzionò: gli irlandesi allenati dal nostro Giovanni Trapattoni riuscirono a portare la gara ai tempi supplementari grazie al gol realizzato da Robbie Keane, facendo tremare gli ottantamila spettatori dello Stade de France.

Al 13° minuto del primo tempo supplementare però, arriva la svolta; il capitano francese Henry quasi sulla linea di fondo si aggiusta la palla con la mano sinistra e serve il difensore Gallas che realizza il gol del pareggio che consente così di qualificarsi per la Coppa del Mondo. A nulla servirono le vibranti proteste dei giocatori irlandesi, il gol venne convalidato e la Francia andò al Mondiale.

A distanza di quasi sei anni spunta la verità sui fatti, e sul perchè la federazione irlandese rinunciò a trascinare in tribunale la FIFA e a chiedere un mega risarcimento per i danni subiti: come sostiene John Delaney, direttore generale della Federcalcio irlandese, Blatter avrebbe chiuso la vicenda pagando 5 milioni di euro proprio per evitare la sicura azione legale, soldi che poi servirono anche per la ristrutturazione dell'Aviva Stadium di Dublino.