Urbaino Cairo ha detto ancora una volta di no alle pressanti richieste del Napoli per il difensore serbo Nikola Maksimovic. Ma questa volta l'offerta era di una di quelle che non si possono rifiutare: De Laurentiis sarebbe stato disposto a versare nella casse del club granata ben 18 milioni di euro, una cifra stratosferica che avrebbe fatto vacillare parecchi presidenti di club. Ma Cairo anche stavolta ha servito il due di picche, ribadendo alla società partenopea di non essere disposto a privarsi del suo gioiello.

Qualche giorno fa aveva rispedito al mittente un'altra sontuosa offerta ricevuta dal Porto per l'esterno brasiliano Bruno Peres, appetito da alcuni top club da tempo, che hanno trovato in Cairo un muro invalicabile. Il Torino, dunque, pensa in grande. Urbano Cairo lo aveva promesso al proprio allenatore, Giampiero Ventura, in occasione del rinnovo: vuole costruire un grande Torino, anche a costo di rinunciare a cifre mirabolanti per i propri gioielli. E adesso, per i tifosi granata, è lecito sognare in grande.

Destro-Bologna, affare (quasi) fatto

Intanto, sembra avere trovato una svolta il futuro di Mattia Destro. Quella giocata ieri al Camp Nou di Barcellona, potrebbe davvero essere l'ultima gara dell'attaccante con la maglia del Milan. Bologna e Roma avrebbero trovato un punto d'incontro per il trasferimento in maglia rossoblu dell'attaccante di Ascoli Piceno, anche se occorrerà trovare la formula giusta.

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Il Bologna vorrebbe il giocatore in prestito con obbligo di riscatto, mentre la società giallorossa vorrebbe monetizzare da subito la cessione definitiva. Per Mattia Destro la piazza di Bologna costituirà un'occasione per riscattarsi dopo un biennio grigio. Ripartire dalla provincia, da dove si è affermato fino a diventare uno degli attaccanti italiani più ambiti, potrebbe consentirgli di ritrovare la serenità smarrita, lontano dalle pressioni delle grandi piazze.

Bologna, in questo senso, è stata da sempre una piazza molto fertile, avendo ridato una seconda giovinezza a campioni del calibro di Baggio, Signori e Di Vaio.

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