Un campionato chiude i battenti e un altro è alle porte. Non è un aforisma di Gigi Marzullo, bensì la strana situazione della Serie B italiana. Nel giorno in cui uno dei campionati più appassionanti della storia recente eleggerà la terza promossa tra Benevento e Carpi, protagoniste dell’agguerritissima finale di ritorno playoff ecco che il testimone passa al mercato in vista del prossimo torneo, al via il 25 agosto. Prima ancora, però, sarà la volta del mercato allenatori, prodromo fondamentale se si vogliono costruire squadre vincenti.

Dove eravamo rimasti...

Rispetto al punto che abbiamo effettuato qualche settimana fa non poche sono le situazioni che si sono modificate. Intanto partiamo dalle 9 panchine già occupate. Alle conferme già scritte di Venturato al Cittadella, Novellino all’Avellino (proprio di oggi la firma su un biennale in attesa di novità dalla vendita della società), delle neopromosse Cremonese (Tesser) e Foggia (Stroppa, con tanto di rinnovo) e della retrocessa Pescara, si sono aggiunte un’altra conferma, quella piuttosto sorprendente di Gianpaolo Castorina alla Virtus Entella, il per certi versi clamoroso ritorno di Roberto Boscaglia a Brescia dopo una sola stagione a Novara e la “rivoluzione” di Ascoli, dove si è scommesso su Enzo Maresca, fresco di addio al Calcio, che, sprovvisto di patentino per la Serie B, sarà coadiuvato da Fulvio Fiorin, ex vice di Sannino a Salerno.

E a proposito dei granata, manca solo l’ufficialità per la permanenza di Alberto Bollini dopo l’ottima seconda parte di stagione con tanto di playoff sfiorato.

L'intreccio delle panche

Per le altre 12 società è ancora il tempo delle trattative. Trattative complesse, lunghe e destinate a intrecciarsi con quelle del massimo campionato. Come sta succedendo a Bari, dove spuntano candidati quasi ogni giorno. Il borsino è altalenante e vede cambiamenti continui oltre che nomi a sorpresa come quello di Pasquale Marino, fresco di dimissioni dal Frosinone, ma al momento tutto lascia pensare a un ballottaggio tra Massimo Oddo e Fabio Grosso, quest’ultimo reduce dall’eliminazione nella semifinale playoff contro la Fiorentina.

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Terzo incomodo Marco Baroni, dato in ascesa, ma che ci penserebbe parecchio prima di lasciare la Serie A, categoria dove sta per tornare da tecnico, dopo la breve parentesi del 2013 a Pescara, Christian Bucchi, prima scelta del Sassuolo per il dopo-Di Francesco dopo essere stato sondato dall’altra grande delusa della stagione, il Frosinone, dove regna l’incertezza più totale: solo silenzio e sondaggi fino al 14 giugno, quando parlerà il presidente Stirpe. Al momento tutto è possibile, dal candidato di esperienza come Iachini, al giovane come Grassadonia (idea anche della Pro Vercelli per il dopo Longo) fino a quello da rilanciare come Sannino.ù

L'attesa delle retrocesse

A proposito di deluse, e di situazioni bloccate, si aspettano novità da Palermo, dove la vicenda allenatore è finita in cantina a causa del prolungarsi della trattativa per la cessione della società, mentre hanno idee più chiare ad Empoli, dove si ripartirà con un budget più ridotto e tanti giovani: in ballo Moreno Longo, Massimo Drago e Vivarini, con quest’ultimo in risalita, ma sempre vicino al Perugia, mentre Longo è richiestissimo anche dallo Spezia, che galleggia anche sui “soliti” Iachini e Oddo.

Chiudono il cerchio il Cesena, dove a dispetto di quanto si era detto dopo la fine del campionato si va verso la conferma di Andrea Camplone, il Novara, pronto a dimenticare Boscalgia per puntare sull’emergente Paolo Tramezzani, con il “vecchio” Di Carlo in alterantiva e il Venezia. La dominatrice del girone B di Lega Pro dovrebbe ripartire da Pippo Inzaghi per un campionato da protagonista, così come non ci saranno scossoni né a Carpi in caso di mancata promozione (Castori è untouchable) che sulle panchina della quarta promossa dalla Lega Pro: in corsa Alessandria, Parma, Pordenone e Reggiana, pronte a confermare rispettivamente Pillon, D’Aversa, Tedino e Menichini.

E la Ternana? Il club rossoverde ha altre problematiche, ma dopo l’impresa-salvezza Fabio Liverani non ha ancora chiuso la porta. Per quanto ancora?

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