Tra le squadre da osservare con più curiosità nella prossima Serie B ci sarà sicuramente la Ternana. In un torneo zeppo di grandi piazze scese dalla Serie A come Palermo, Pescara ed Empoli, di realtà reduci da stagioni deludenti come il Bari, o di formazioni riemerse dalle categorie inferiori più o meno rapidamente come Cremonese, Foggia, Parma e Venezia, le ambizioni dei rossoverdi dopo il cambio di proprietà saranno seguite con attenzione dai tifosi delle "Fere" e, in generale, dagli appassionati del torneo cadetto.

Dalle parole ai fatti?

L’avvento di Unicusano al posto della famiglia Longarini consegnerà davvero al Calcio italiano una nuova protagonista, come annunciato dal presidente Stefano Bandecchi? Questi ha comunicato la sua volontà di portare il club in due anni in quella Serie A assaggiata solo per brevissimo tempo negli anni '70; a questo punto ci si chiede se si tratterà del classico fuoco di paglia, di un'illusione estiva che farà solo del male ad una tra le tifoserie più appassionate del calcio italiano pronte, allo stesso tempo, anche a sopportare tante delusioni.

Terni sogna

Come anticipato in apertura, non sembra questo l'anno buono per le outsider: dopo il campionato delle sorprese, con le promozioni di Benevento e Spal, pare difficile immaginare che i nomi delle tre squadre promosse non appartengano ai nomi fatti in precedenza, volendo magari includere nell'elenco anche la sempre ambiziosa Virtus Entella. La Ternana però vuole partecipare al gran ballo, puntando quantomeno alla zona playoff.

L’alta classifica non si vede dalle parti del Liberati da ormai 16 anni, quando la squadra allenata da Andrea Agostinelli e con in campo, tra gli altri, Fabrizio Miccoli e il bomber Borgobello, lottò per la promozione fino a poche giornate dalla fine. Ora si può tornare a sperare dopo aver temuto il peggio, quando qualche settimana fa l’annuncio del disimpegno da parte dei Longarini pochi giorni dopo la miracolosa salvezza "made in Liverani", sembrò spalancare il baratro del dilettantismo.

Aspettando i botti di mercato

Invece quel miracolo sportivo è stato valorizzato dall’intervento di Unicusano, anche se è costato l’addio al calcio professionistico a Fondi, dove l’Università telematica deteneva la maggioranza del club fino a metà giugno, e adesso ci si chiede cosa succederà. In verità, parte del tifo e dell’opinione pubblica è perplessa, vuoi per le promesse forse fin troppo sbandierate dalla nuova proprietà, vuoi per l’inesperienza in B del ds Evangelisti e del tecnico Sandro Pochesci "importati" da Fondi, vuoi proprio per la portata della campagna acquisti finora effettuata, basata su una decina di giocatori provenienti dalla piccola formazione di provincia, o di altri elementi in arrivo dalla Lega Pro come Di Sabatino o Carretta.

Vero che l’arrivo in prestito di Alessandro Plizzari dal Milan è un segnale importante, sia per la qualità del portiere classe 2000, sia per la fiducia mostrata dalla società rossonera nel cedere alle "Fere" un prospetto così importante. Tuttavia è chiaro che per scalare la classifica serve di più, anche rispetto all’acquisto di Andrea Paolucci dal Cittadella, al ritorno di Pettinari (decisivo per la salvezza), o a quello di Daniele Corvia, svincolato dal Latina.

Quel nome indigesto

Oggi la Ternana è una bella pagina quasi vuota, piena di intenzioni e qualche minaccia, come il cambio di nome del club: Unicusano Ternana stona solo a pensarci, per la tradizione del club e per il valore che deve avere la componente affettiva anche in un calcio come quello moderno.

La domanda allora è inevitabile: il popolo rossoverde accetterebbe di veder cambiare il nome della squadra in cambio di un approdo nelle alte sfere calcistiche? La risposta è tutt’altro che scontata.

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