Ferragosto è alle spalle, il mercato si appresta al rush finale, e allora…come sottrarsi all'inevitabile tormentone estivo dei calciofili? Ecco, dunque, l’immancabile griglia di partenza della nuova Serie A, quella del campionato numero 86 a girone unico, che inizierà sabato con i primi anticipi che vedranno in campo la Juventus e il Napoli. Si comincia già il 19 agosto, decisamente presto per il clima delle nostre latitudini, ma tardi per la volontà del CT della Nazionale Ventura, che avrebbe voluto sfruttare una gara in più nelle gambe dei propri giocatori in vista della cruciale sfida del 2 settembre a Madrid contro la Spagna, che deciderà le chance di qualificarsi direttamente al Mondiale, evitando i pericolosi playoff di novembre.

Juventus 7 bellezze?

Ventura può però fregarsi le mani in vista di una stagione che si preannuncia ben più equilibrata rispetto alle precedenti. Questo almeno ha detto il mercato, o meglio i primi due mesi e mezzo di calciomercato. Perché più l’inizio del campionato è anticipato, più si rischia di fare brutte figure nei pronostici, dal momento che molte squadre cambieranno volto nello sprint finale delle trattative, e alcune pure in maniera sostanziale.

Con ogni probabilità però, questa circostanza si verificherà principalmente per le compagini deputate a lottare per la salvezza, visto che in alto i giochi sono ormai quasi fatti.

Si prenda la Juventus, favorita d’obbligo per i 6 titoli consecutivi conquistati, e attesa a 2-3 colpi finali: dopo Matuidi, quasi sicuramente si tratterà di Spinazzola per le fasce difensive e di Keita Baldé per l’attacco.

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Juventus Serie A

Elementi che completeranno sì i ruoli mancanti, ma che forse non faranno la differenza e non basteranno per impedire l’avvicinamento della concorrenza, a meno che Allegri non decida saggiamente di tornare al centrocampo a tre, ma in quel caso ci sarebbe un posto in meno in attacco e una lista di punte troppo lunga. Insomma, comunque la si giri, complice un mix tra appagamento inconscio, la testa alla Champions e la mancata sostituzione di Bonucci, la sensazione è che mai come quest'anno il trono sia in pericolo. A vantaggio di chi?

Il Napoli lancia la sfida

Sulla carta, per trovare la squadra più adatta al ruolo di antagonista non bisogna seguire pedissequamente la classifica della scorsa stagione, perché la rivoluzione vissuta dalla Roma seconda, tra le cessioni e la difficile "digestione" dei metodi di Di Francesco, sembra fare il gioco del Napoli, che ha seguito la strategia opposta. Il club partenopeo ha lasciato la rosa immutata, almeno fino al playoff Champions che, ormai superato o quasi, potrebbe portare un regalino a Sarri.

Niente di memorabile, visto che il tecnico toscano ha già in mente la formazione titolare, la stessa della scorsa stagione, ma con un pizzico di turnover in più per cercare di non incappare negli errori che lo scorso anno hanno impedito agli azzurri di lottare fino in fondo per il titolo, e il pensiero va ad alcuni scivoloni decisivi come quelli contro Atalanta e Sassuolo.

Certo, guai a dare la Juve per finita: la fame forse non sarà la stessa dopo 6 titoli, il maggior obiettivo sarà sicuramente la "stregata" Champions League, ma come avvenne dopo Berlino 2015, il gruppo è stato rinnovato per buona parte.

Soprattutto l'attacco sembra essere piuttosto adeguato alla missione europea: per primeggiare nel continente servono qualità e più opzioni offensive, e a tal proposito ad oggi Allegri può contare su circa 8 giocatori d'attacco. Ci sarà da divertirsi e, se si troverà la quadra negli altri reparti, magari tornando al centrocampo a tre, sarà ancora una volta difficile per tutti superare la compagine bianconera.

Lotta per la Champions

Come per le sfidanti al titolo, c'è una certa chiarezza anche per quanto concerne le squadre chiamate a partire dalla seconda e terza fila. Quest'anno come non mai, la lotta per i posti in Europa sembra scritta: ricordiamo che da questa stagione si qualificheranno alla Champions League le prima quattro classificate, senza passare per i playoff d'agosto. La sfida sarà un affare tra le milanesi e la Roma: una delle tre è destinata a restare fuori dalla nuova Champions, ancora più ricca. Per la mole di investimenti effettuati e la qualità media dei rispettivi organici, Inter e Milan sembrano un passo avanti alla "creatura" di Di Francesco, ma la lotta sembra destinata a durare fino alla fine: o almeno lo si spera, perché in un torneo nel quale arrivare secondi varrà il quarto posto, se le prime quattro si staccassero dalle altre lo spettacolo ne risentirebbe.

Sognando l'Europa e la tranquillità

Dietro alle prime, si staglia un gruppo di squadre chiamate a non fallire mai e a tenere una media alta per non perdere in anticipo il sogno Europa League. È giusto che a guidare questo gruppetto ci sia l’Atalanta: bissare il quarto posto dello scorso anno sarà impossibile, ma la sensazione è che nonostante le tante cessioni illustri la società abbia lavorato bene, confermando un buon livello di competitività e allargando la rosa al punto giusto in vista dell’avventura europea. A ruota troviamo Lazio, Torino e Fiorentina, tutte alle prese con piccoli o grandi problemi di organico da completare negli ultimi giorni: tra rose corte, moduli da decifrare e troppa gioventù, per tutte sarà un anno di rincorsa e speranze.

Per le altre, tutto dipenderà dal passo delle ultime della classe. Se la media sarà quella altissima tenuta dal Crotone nella parte finale della scorsa stagione, il centro classifica rischia di essere spazzato via e formazioni come Bologna, Sampdoria, Sassuolo, Udinese, Cagliari e Chievo - di fatto salve da metà dello scorso campionato - dovranno andare oltre i propri limiti e anche aldilà di un mercato deludente, al fine di stare lontane dalla zona paludosa.

Salvezza cercasi

Immaginare 4-5 squadre in lizza per evitare la Serie B, e un conseguente "bagno di sangue" a livello economico, sembra uno scenario realistico. A guidare il gruppo troviamo il Genoa che, dopo la grande paura e la solita estate in sospeso per un passaggio di proprietà che anche stavolta non è avvenuto, non sembra essersi rinforzato dopo un mercato meno intenso rispetto a quelli degli ultimi anni. La qualità si è abbassata, quindi occhio a chi insegue, ovvero il Crotone e alle tre neopromosse.

I calabresi sono attesi ad un altro vero miracolo: salvarsi il primo anno grazie all'entusiasmo e al poco da perdere si può, ma ripetersi sarà ancora più difficile. Per farlo, i pitagorici potrebbero confidare nell'effetto zavorra di un paio di neopromosse: la Spal sembrava partita con un gap superiore rispetto al Benevento, ma il mercato dei ferraresi è piaciuto di più di quello dei sanniti, troppo legato ai prodotti dell’ultima B. Infine il Verona: esperienza e blasone impongono una stagione tranquilla, ma l'estate, tra l’equivoco Cassano, la scommessa Cerci e un mercato poco scoppiettante, hanno raffreddato gli entusiasmi. E la panchina di Pecchia sembra già tra le più instabili.

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