"Si rischia di mettere in discussione non solo le sorti dell'Inter, ma le sorti della nostra carriera". Così Luciano Spalletti ai microfoni di Sky Sport nelle dichiarazioni della vigilia di Parma-Inter, una gara che sarà fondamentale non solo per la classifica dei nerazzurri, la cui qualificazione alla prossima Champions League è insidiata da Roma (portatasi a -2 dal terzo posto dopo la vittoria in casa del Chievo insieme alla Lazio che giovedì ha battuto l'Empoli) e Milan (che nel posticipo domenicale attende il Cagliari), ma anche per il futuro del tecnico di Certaldo.

Non si può negare, infatti, che in questo primo scorcio di 2019 la formazione nerazzurra sia incappata in uno dei momenti più difficili della sua storia, con un solo punto conquistato tra Sassuolo, Torino e Bologna, nessuna rete realizzata in 288 minuti di campionato (l'ultimo precedente risaliva addirittura al 1956), per non contare la cocente eliminazione dalla Coppa Italia ai calci di rigore per mano della Lazio. Inevitabile, dunque, che oltre alla squadra sul banco degli imputati sia salito proprio Spalletti che, anche se in settimana ha incassato la fiducia della società nelle parole dell'amministratore delegato Beppe Marotta, se nemmeno stasera al Tardini dovesse riuscire a conquistare i tre punti potrebbe dire addio alla panchina della Beneamata.

E sull'allenatore toscano già aleggia da qualche tempo il fantasma del "traghettatore" Cambiasso.

Se l'Inter non vince a Parma, ipotesi Cambiasso-Madonna

Il match del Tardini non sarà di certo una passeggiata per Icardi e compagni. L'Inter, infatti, storicamente ha sempre sofferto a Parma (uno dei ricordi più dolci è il 16° scudetto conquistato nel 2008 grazie ad una doppietta di Ibrahimovic), e la formazione ducale al contempo si sta rendendo protagonista quest'anno di un ottimo campionato da neopromossa.

Gli emiliani, infatti, attualmente sono dodicesimi in Serie A, reduci dallo spettacolare e rocambolesco 3-3 in casa della Juventus, ma soprattutto già all'andata hanno reso un grosso dispiacere alla compagine nerazzurra, andando a vincere per 1-0 a San Siro con un meraviglioso goal "alla Roberto Carlos" del terzino Federico Dimarco, in prestito proprio dal club milanese.

Qualora al termine di Parma-Inter per la squadra nerazzurra dovesse arrivare un altro risultato negativo, non si esclude un ribaltone in panchina. Detto che la dirigenza si starebbe già muovendo per la prossima stagione - con Antonio Conte che pare abbia addirittura già firmato un contratto preliminare con la società di Suning - una sconfitta al Tardini potrebbe seriamente far saltare Luciano Spalletti. A questo punto, l'ipotesi più accreditata sarebbe quella relativa ad un incarico affidato all'ex centrocampista dell'Inter, Esteban Cambiasso, che avrebbe il compito di garantire alla formazione meneghina l'approdo in Champions League e, chissà, un trionfo in Europa League.

Bisogna ricordare, però, che il 38enne argentino è in possesso del patentino da allenatore Uefa A che, stando alle regole della Federcalcio italiana, non gli consente di lavorare come tecnico in Serie A e B.

A questo punto, la soluzione sarebbe quella di affidare il primo ruolo da guida tecnica ad Armando Madonna (tecnico della Primavera), dotato di tesserino Uefa Pro, al quale verrebbe affiancato proprio Esteban Cambiasso. Tutto ciò, in attesa del probabile approdo a giugno di Antonio Conte.