Ieri la Juventus ha giocato l’anticipo del turno infrasettimanale contro il Brescia senza Cristiano Ronaldo, alle prese con un affaticamento all’adduttore della coscia. I bianconeri come contro il Verona sono andati in svantaggio dopo pochi minuti dal fischio d’inizio, segno che la squadra è ancora sbilanciata, ma nonostante ciò si sono evidenziati miglioramenti incoraggianti. L’assenza di CR7 ha dato modo ad alcuni interpreti come Paulo Dybala, Aaron Ramsey e Miralem Pjanic più libertà, non essendo condizionati dal dover incentrare il gioco sull’ex Real, con ciò non si intende dire che il portoghese nuoccia alla Juventus, anzi il contrario.

I padroni di casa dopo il gol non hanno emulato il Verona ed hanno solo cercato di difendere il vantaggio, ma la Juventus a forza di attaccare ha indotto i biancazzurri in errore così sul finire del primo tempo hanno siglato l’autogol del pari.

Il gol del "play" salva Madama

La seconda frazione di gioco è un crescendo per la Juventus, che ritrova un Dybala in grande spolvero, infatti nel risultato del 2-1 c’è tutto il suo talento, malgrado sia mancata la rete personale. Il momento clou del match è il diciottesimo minuto quando ai bianconeri viene assegnata una punizione, rimediata dal numero 10.

I mattatori della partita Dybala e Pjanic si sistemano davanti al pallone e si scambiano uno sguardo d’intesa. La posizione è giudicata da entrambi perfetta per la Joya. Il tiro del ragazzo di Laguna Larga si infrange sulla barriera e diventa un assist per il bosniaco che con un tiro a botta sicura ha segnato la rete del successo bianconero. In attesa del risultato di Inter - Lazio, adesso la Juve guida momentaneamente la classifica di Serie A.

La rete oltre che salvifica per la Vecchia Signora, rappresenta un gesto tecnico da gourmet e porta a quota venti il bottino dei gol di Pjanic segnati con la maglia bianconera. L’ex Roma ha realizzato dieci degli undici gol in Serie A da fuori area ed è il centrocampista che dalla stagione 2016/2017 ne ha totalizzato di più. La Juventus ha guadagnato tre punti nelle 12 partite su 13 in cui Mire è andato a segno.

La Vecchia Signora da sempre ha tratto molto vantaggio dalle reti dei centrocampisti e in questa stagione erano già arrivati quelli di Matuidi e Ramsey, all’appello mancava ancora quello del suo play. La partita registra solo una nota sgradevole ed è il coro razzista riservato al bosniaco apostrofato con l’epiteto: “zingaro”, oltre all’altro coro “noi non siamo napoletani”. In coda alla partita, Miralem, nell'intervista per Dazn, ha dichiarato di essersi trovato bene nel 4-3-1-2 ed esprime il suo rammarico perchè si sarebbero potuti realizzare più reti: "Potevamo fare qualche gol in più, dovevamo".

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