È terminata dopo appena 7 giornate di Serie A l'avventura di Marco Giampaolo sulla panchina del Milan. L'ex Sampdoria ha raccolto appena 9 punti in questo primo scorcio di campionato, e soprattutto non è riuscito a dare una precisa identità di gioco alla compagine milanese, né ad inserire al meglio i nuovi acquisti approdati a Milanello durante il mercato estivo. La dirigenza rossonera ha scelto come suo sostituto Stefano Pioli, il quale ha siglato un biennale con ingaggio di circa 1,5 milioni di euro all'anno.

Il tecnico parmigiano, così, torna in sella dopo aver rassegnato le dimissioni alla Fiorentina il 9 aprile 2019, in seguito alla sconfitta interna con il Frosinone. L'allenatore emiliano già conosce l'ambiente calcistico milanese, avendo guidato l'Inter a partire dal novembre del 2016: la sua esperienza in nerazzurro non è stata felicissima, e l'unico segno che ha lasciato alla Beneamata è stato il filotto di 9 vittorie consecutive tra campionato e coppe, prima di un tracollo che gli è costato il licenziamento nel maggio del 2017, quando il club del Gruppo Suning decise di sostituirlo con il traghettatore Stefano Vecchi.

Dunque, dopo l'infelice conclusione della sua esperienza alla Fiorentina, e memore del breve passaggio all'Inter, per Stefano Pioli l'ingaggio da parte del Milan sarà l'occasione per un pronto riscatto. La società meneghina quasi certamente chiederà al nuovo allenatore non solo di invertire la rotta in termini di risultati, scalando la classifica e inserendosi nella lotta per la qualificazione in Champions o in Europa League, ma anche di dare un gioco alla squadra e di valorizzare finalmente i volti nuovi dell'organico, a partire da Leao, Bennacer e Krunic.

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Milan

Molto probabilmente, la formazione tipo del Milan del tecnico emiliano (al netto di squalifiche e infortuni) si baserà su un 4-3-3 che all'occorrenza potrebbe anche diventare un 4-2-3-1, con Piatek che, nonostante un inizio di stagione ben al di sotto delle aspettative, dovrebbe essere confermato come terminale offensivo della compagine lombarda.

La formazione ideale del Milan targato Pioli: Suso di nuovo sugli esterni per innescare Piatek

Detto del modulo di partenza (4-3-3), ovviamente in questa fase l'unico intoccabile in casa Milan è Donnarumma: il portiere campano continuerà senza ombra di dubbio ad essere titolare, con buona pace del pur ottimo Reina.

Guardando l'organico milanista, è palese come il comparto difensivo sia stato costruito per uno schieramento a quattro: Pioli in carriera ha fatto ricorso raramente ad un reparto arretrato composto da tre calciatori, quindi nella sua esperienza milanista con molta probabilità confermerà la linea a quattro.

In difesa l'ex Fiorentina predilige dei terzini che sappiano proporsi in avanti, ma che soprattutto svolgano al meglio la fase di copertura.

Di conseguenza, Theo Hernandez è destinato a salire ai vertici delle gerarchie del neo-tecnico rossonero, scalzando un Rodriguez apparso decisamente in confusione in queste prime giornate di Serie A. Sulla fascia destra sarà ballottaggio tra Conti e Calabria a seconda dello stato di forma. Invece, per quanto concerne i centrali, nessun dubbio su Romagnoli, mentre al suo fianco si attenderà il pieno recupero di Caldara per far sì che possa subentrare ad un sempre più deludente Musacchio.

Nel frattempo, Pioli cercherà di favorire l'adattamento di Duarte, fin qui oggetto misterioso del calciomercato del "Diavolo".

In mezzo al campo l'allenatore 54enne proporrà fin da subito Biglia in cabina di regia. Ai tempi della Lazio, infatti, il centrocampista argentino è stato il faro della mediana biancoceleste, anche se con Pioli ci fu un po' di maretta quando questi decise di privarlo della fascia di capitano. La riserva ideale del 33enne sudamericano sarà l'ex Empoli Bennacer, il quale avrà il compito di farsi trovare pronto alla prima occasione per scalzare il più esperto collega dal novero dei titolari.

Accanto a Biglia, sul centrodestra spazio a Kessié che solo in alcune occasioni potrebbe essere rimpiazzato con Krunic, mentre sul fronte opposto Paquetà sembra in vantaggio rispetto a Bonaventura.

Il tridente offensivo vedrà ancora una volta Piatek al centro dell'attacco: lo scarso rendimento di questo periodo potrebbe essere legato alle difficoltà di adattamento del centravanti polacco alle idee tattiche di Giampaolo, quindi toccherà a Stefano Pioli ridargli fiducia nei propri mezzi, schierando in campo un Milan che sia in grado di fornirgli assist invitanti per bucare le difese avversarie. In tal senso l'ex tecnico interista dovrebbe riproporre Suso nella sua posizione ideale: partendo da destra, lo spagnolo potrà liberare il suo sinistro letale sia per battere a rete che per rifornire la punta centrale.

Qualche incertezza in più per il ruolo di attaccante laterale sinistro. Qui, infatti, se la giocheranno in tre: Calhanoglu, Rebic e Leao. Quest'ultimo, nelle rare occasioni in cui ha giocato con Giampaolo, ha dimostrato di avere talento e personalità per indossare la casacca rossonera. Tuttavia, guardando alla carriera di Stefano Pioli, in numerose circostanze ha mostrato una certa predilezione per dei centrocampisti offensivi capaci di muoversi tra le linee d'attacco (Candreva e Chiesa sono gli esempi più calzanti). Di conseguenza, il 20enne portoghese potrebbe essere visto soprattutto come un'alternativa al centravanti Piatek. Anche Rebic sarà chiamato ad adattarsi ai dettami tattici del nuovo allenatore se vorrà giocarsi le sue chance di diventare titolare della compagine milanese, mentre Calhanoglu potrebbe essere il favorito in partenza proprio perché meno "attaccante" rispetto ai due compagni di reparto.

E ricordiamo che Suso e Calhanoglu potrebbero essere innescati da Stefano Pioli con un utilizzo a piede invertito, come ha fatto in diverse circostanze in passato. Insomma, un 4-3-3 che dovrà da un lato dare una scossa alla manovra offensiva del Milan, e che dall'altro non dovrà lasciare scoperta la squadra in fase di non possesso. E come già era accaduto ai tempi dell'Inter, ereditando un organico in leggera confusione di gioco e di idee, l'obiettivo primario dell'ex Lazio sarà quello di rimettere ordine da buon "normalizzatore".

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