Dopo la 'verde rinascimento', utilizzata dalla nazionale italiana per due gare di qualificazione ad Euro 2020 ed adottata dall'Under 17 nella sua recente esperienza iridata, la Puma presenta una nuova casacca che l'Italia di Roberto Mancini adotterà nelle ultime due gare di qualificazione ai campionati europei (già matematica) contro Bosnia ed Armenia. Stavolta non dovrebbero esserci polemiche (piuttosto strumentali ed inutili in verità) perché, sebbene la maglia non sia del classico azzurro, rientra comunque nelle italiche tradizioni sportive visto che è di colore bianco, ugualmente storico per la seconda maglia della nazionale. Ricalca però i motivi e le fantasie del verde rinascimentale che in realtà ha riscosso parecchio successo di marketing.

Dal verde al bianco

Dunque, le gare contro Bosnia ed Armenia che cercheremo di vincere per chiudere il Gruppo J delle qualificazioni continentali a punteggio pieno, si disputano il 15 ed il 18 novembre, rispettivamente a Zenica ed a Palermo. La maglia verde si trasforma in bianca, restano inalterate le decorazioni, ma cambia lo scudetto che sarà quello tradizionale con il tricolore. Così come la verde è stata adottata come terza maglia, questa sarà ufficialmente la seconda, quella che in gergo viene spesso definita 'maglia da trasferta'.

Il kit sarà adottato, oltre che dalla maggiore, anche dalla nazionale femminile e dalle giovanili ed è stato ribattezzato 'Crafted from Culture', creata dalla cultura. Relativamente ai dettagli, ci sono i motivi rinascimentali della verde, mentre il colletto ed il logo del main sponsor Puma saranno di colore blu. Lo scudetto tricolore reca il logo della Figc e le quattro stelle d'oro, simbolo dei titoli mondiali vinti.

Maglia bianca, un po' di storia

La prima maglia con cui è scesa in campo la nazionale italiana nella sua storia era di colore bianco, nel 1910.

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Dopo l'adozione del colore azzurro nel 1911 il bianco rimase in voga per la seconda maglia, con l'eccezione del Mondiali del 1938 in cui il regime fascista volle una divisa completamente nera che venne indossata nella gara dei quarti di finale contro la Francia. Ci sono state circostanze in cui è stata decorata da una banda orizzontale azzurra, come in occasione dei Mondiali del 1950, 1970 e 1974, degli Europei del 2012 e della Confederation Cup del 2015. Talvolta ha avuto i bordi tricolore (colletto e maniche) come nelle tre edizioni dei Mondiali del 1982, 1986 e 1990, tornando poi anche nelle gare giocate nel 1995.

Ai Mondiali del 1994 i bordi della bianca erano azzurri con il logo della Figc così come sono stati azzurri nei Mondiali del 2006. Nei Mondiali del 2014 c'erano delle sottili righe verticali mentre agli Europei del 2016 una banda tricolore centrale verticale.

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