Leo Messi vince il 6° Pallone d'Oro, lasciando dunque a quota 5 il suo 'storico' rivale Cristiano Ronaldo e segnando il record assoluto di riconoscimenti nella storia del prestigioso trofeo. Il fuoriclasse del Barcellona ha preceduto Virgil van Dijk, colonna difensiva del Liverpool vincitore dell'ultima Champions League, mentre CR7 è stato 'soltanto' terzo. Dunque, dopo l'intromissione di Luka Modric nell'edizione 2018, il Pallone d'Oro torna ad essere una 'questione' a due tra l'argentino ed il portoghese che, in pratica, lo monopolizzano ormai dall'edizione 2008 e poco conta che dal 2016 si sia tornati all'antico con la premiazione organizzata da France Football, archiviando il poco amato 'Pallone d'Oro FIFA' che era stato assegnato dal 2010 al 2015.

Scelta legittima anche quest'anno? Certamente nessuno discute il talento di Messi, ma è anche vero che un tempo il Pallone d'Oro veniva assegnato al giocatore che meglio di altri contrassegnava una stagione e non necessariamente al più forte e talentuoso. Emblematico, ad esempio, il caso di Paolo Rossi che lo vinse nel 1982 per il suo incredibile crescendo al Mondiale di Spagna: sono bastate tre partite in cui ha cambiato la storia di quella competizione. Tralasciando discussioni che lasciano il tempo che trovano, perché alla fine ciò che conta è scritto nell'albo d'oro, il record appena stabilito da Messi ci permette di rispolverare una curiosa retrospettiva che France Football fece nel 2016, in occasione del 60° anniversario del premio.

L'iniziativa rivisitò le vecchie edizioni con il regolamento attuale, aprendo la corsa anche ai calciatori non europei: Pelé avrebbe fatto la parte del leone con 7 affermazioni.

France Football tre anni fa riscrisse virtualmente la storia del premio

La prima edizione del Pallone d'Oro fu quella del 1956 e fino al 1994 il premio veniva assegnato soltanto ai calciatori europei o con passaporto europeo. Il primo non europeo che si fregiò dell'ambito riconoscimento fu un africano, l'attaccante liberiano George Weah nel 1995.

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France Football decise dunque di rivisitare tutte le vecchie edizioni fino al 1994 e dai voti conferiti, 12 edizioni su 39 sarebbero state vinte da calciatori sudamericani. Autentico mattatore del premio sarebbe stato ovviamente il più grande di tutti: Pelé lo avrebbe vinto nel 1958, anno della sua esplosione ai Mondiali di Svezia e rivinto nelle tre successive edizioni fino al 1961. L'albo d'oro reale porta invece di nomi di Raymond Kopa (1958), Alfredo Di Stefano (1959), Luis Suarez (1960) ed Omar Sivori (1961).

Da sottolineare che Di Stefano e Sivori, argentini di nascita, avevano i passaporti, rispettivamente, spagnolo ed italiano. Nel 1962 invece lo avrebbe vinto un altro brasiliano, Garrincha, grande protagonista del bis mondiale della selecao in Cile (venne assegnato a Masopust). Pelé, dal canto suo, lo avrebbe rivinto nel 1963 (al posto di Yashin), 1964 (lo vinse Law) e 1970 (al posto di Gerd Muller), portando complessivamente a 7 il suo bottino: ancora oggi sarebbe recordo assoluto. Secondo la retrospettiva di France Football, inoltre, Mario Kempes avrebbe vinto il Pallone d'Oro nel 1978 grazie al trionfo mondiale con l'Argentina ed al titolo di capocannoniere della kermesse iridata (l'edizione venne vinta da Kevin Keegan), mentre per Diego Maradona ci sarebbe stato un bis, due edizioni: la prima nel 1986 nell'anno del suo incredibile mondiale messicano e, poi, anche nel 1990.

I vincitori reali furono Igor Belanov e Lothar Matthaeus, se nel primo caso siamo assolutamente d'accordo, nel secondo riteniamo che il tedesco lo avrebbe meritato anche con 'El Pibe de Oro' come antagonista. Infine l'edizione del 1994 vinta da Hristo Stoichkov, ma che secondo France Football sarebbe stato assegnato a Romario.

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