'Il palo di Rensenbrink', una di quelle circostanze che nella frazione di pochi secondi potevano cambiare la storia del calcio ed i destini di una nazionale. Siamo al 46' del secondo tempo della finale dei Mondiali del 1978 tra l'Argentina padrona di casa e l'Olanda, il risultato è fermo sull'1-1 quando Krol batte un calcio di punizione lunghissimo in area sul lato mancino. Rob Rensenbrink brucia Olguin e tocca d'esterno verso la porta battendo Fillol: pochi secondi che fermano il cuore di milioni di tifosi argentini e fanno levare le braccia al cielo ad altrettanti olandesi, ma il pallone viene respinto dal palo.

Si va ai supplementari, l'Argentina segnerà due gol e vincerà 3-1 sollevando la sua prima Coppa del Mondo, mentre l'Olanda ha appena perso la seconda di fila. L'autore di quel quasi-gol non c'è più, Rob Rensenbrink si è spento nella sua Amsterdam all'età di 72 anni, da quasi cinque soffriva di una forma di atrofia muscolare molto simile alla Sla. Una settimana dopo Pietro Anastasi, il calcio piange un'altra icona degli anni '70.

Per anni colonna dell'Anderlecht

Pieter Robert Rensenbrink era nato ad Amsterdam il 3 luglio del 1947 ed è stato tra pochi olandesi a vivere l'epoca del 'calcio totale', una delle più grandi rivoluzioni tattiche della storia calcistica, lontano dal proprio Paese.

In realtà non troppo lontano: cresciuto calcisticamente nel DWS, società 'minore' di Amsterdam, sarà tra i talenti che sfuggiranno all'Ajax (evento raro) visto che nel 1969 viene acquisto dal Bruges, nel vicino Belgio. Due stagioni e poi il passaggio all'Anderlecht, club che caratterizzerà quasi per intero la sua carriera. Vestirà infatti la gloriosa casacca bianco-malva fino al 1980 vincendo due titoli nazionali, cinque Coppe del Belgio, due Coppe delle Coppe e due Supercoppe Uefa.

Nei primi anni '80, al pari di alcuni tra i suoi più celebrati connazionali, tenterà l'avventura oltre oceano nel campionato USA che raccoglie una carrellata incredibile di vecchie glorie, giocando con i Portland Timbers. Concluderà la carriera in Francia, con il Tolosa, nella stagione 1981/82.

Due volte vicino al trionfo iridato

Legherà comunque il suo nome al ciclo straordinario dell'Olanda degli anni '70, lo squadrone di Cruyff, Neeskens e Krol che stupirà il mondo per la qualità del suo calcio, ma non riuscirà mai a mettere le mani sulla Coppa del Mondo.

Al Mondiale del 1974 sarà tra i protagonisti, gli 'orange' giungeranno fino alla finalissima di Monaco di Baviera dove saranno sconfitti dalla Germania Ovest. Rensenbrink giocherà l'ultimo atto del torneo in precarie condizioni fisiche, tanto da essere sostituito nella ripresa. Per lui nella sua prima esperienza mondiale anche un gol realizzato nel match dei quarti di finale contro la Germania Est. Un'Olanda meno 'arancia meccanica', priva di Cruyff, ma squadra comunque di tutto rispetto, giungerà in finale anche quattro anni dopo in Argentina. Sarà grazie ai suoi gol (quattro in tre partite) che i 'tulipani' riusciranno a superare il primo turno, tra l'altro quello realizzato su rigore nel match perso contro la Scozia (2-3) entra nella storia come il millesimo della storia dei Mondiali di calcio.

Di gol ne realizzerà anche un altro, andando avanti nel torneo, contro l'Austria. Il palo gli negherà quello più importante della sua vita, avrebbe regalato il titolo mondiale agli olandesi. Lui però non avrà mai rimpianti: "La mia posizione era troppo angolata, quel pallone non sarebbe mai potuto entrare", dirà anni dopo commentando l'episodio.

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