Il derby Milan-Inter resta sempre uno dei match principali non solo della Serie A ma in generale a livello europeo e mondiale. A tal riguardo la Gazzetta dello Sport ha deciso di intervistare l'ex difensore brasiliano di Inter e Juventus Lucio. Quest'ultimo si è soffermato sull'esperienza da giocatore nella squadra allora allenata dal portoghese Josè Mourinho. Proprio quest'ultimo è considerato da Lucio il miglior allenatore della sua carriera ed ha ricordato i bei momenti trascorsi con la maglia dell'Inter.

Ha poi rimarcato uno degli errori principali della sua carriera da calciatore, quello di trasferirsi alla Juventus.

Un'esperienza che durò appena 5 mesi, in quanto il giocatore in intesa con la società bianconera decise di rescindere il contratto e tornare a giocare in Brasile. Il difensore ha dichiarato che decise di lasciare l'Inter per volere dell'allora dirigente Marco Branca e dell'allenatore Stramaccioni, ecco perché fu costretto ad accettare la Juventus gli ultimi giorni di mercato. Decisivo nel suo passaggio a Torino fu Antonio Conte, allora allenatore della Juventus, che gli disse che avrebbe giocato titolare perché convinto che Bonucci venisse squalificato.

Cosa che non avvenne e quindi per il brasiliano gli fu spesso riservata la panchina.

Proprio riguardo al tecnico pugliese Lucio ha dichiarato "di Conte dico che è un buon allenatore, quello che è successo ci poteva stare". Come è noto il brasiliano giocò pochissimo con la maglia bianconera e decise di rescindere il suo contratto a dicembre 2012.

'Andare alla Juve un errore, per i bianconeri non ho affetto che sento per l'Inter'

Lucio, alla Gazzetta dello Sport, senza giri di parole ha dichiarato "andare alla Juventus un errore, per i bianconeri non ho affetto che sento per l'Inter". D'altronde il difensore brasiliano vinse moltissimi trofei con la società milanese, anche il famoso triplete nella stagione 2009-2010. La scelta di lasciare Milano non dipese quindi da lui ma dalla società e dallo staff dirigenziale, come già raccontato prima.

Si è poi soffermato sull'attuale Milan, parlando nello specifico di due giocatori: Ibrahimovic e Paquetà. Della punta svedese ha detto di conoscerlo bene a livello umano in quanto quando lui arrivò all'Inter Ibrahimovic pochi giorni dopo lasciò Milano per trasferirsi al Barcellona.

Lucio su Ibrahimovic e Paquetà

Di certo, "marcarlo è difficile, i corpo a corpo con lui sono difficili in quanto è forte fisicamente". Ha confermato che poi tanti giocatori definiscono Ibrahimovic arrogante ma non conoscendolo molto non è in grado di confermare o meno questa considerazione. Infine piccola menzione anche sul suo connazionale Paquetà che sta facendo fatica in Serie A con la maglia del Milan. Ha dichiarato che se lo ricorda quando giocava al Flamengo, ha tecnica e visione di gioco ma in Europa è più difficile rispetto al Brasile in quanto nel campionato sudamericano si gioca con meno velocità.

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