A due giorni di distanza dall'addio a Mario Corso, il calcio italiano piange un altro ex protagonista della Serie A. Pierino Prati è morto all'età di 73 anni, le sue condizioni di salute purtroppo non erano buone da tempo ed era affetto da una grave malattia. A dare la notizia è stato Bruno Conti, l'ex ala giallorossa ha pubblicato un post su Instagram con una foto che li ritrae insieme con la maglia della Roma. "Riposa in pace, grande Pierino" è la didascalia a corredo dell'immagine.

La carriera di 'Pierino la peste': gli inizi e la consacrazione al Milan

Nato a Cinisello Balsamo nel 1946, soprannominato 'Pierino la peste', Prati era cresciuto nel settore giovanile del Milan.

Il club rossonero lo aveva girato in prestito alla Salernitana nella stagione 1965/66, poi il ritorno alla base e l'esordio in Serie A nella stagione 1966/67. Il Milan lo cede ancora in prestito per 'farsi le ossa' in quella stessa stagione, l'attaccante milita nel Savona per poi tornare in pianta stabile al Diavolo. Una squadra ambiziosa che cresce a vista d'occhio, orchestrata dal genio di Gianni Rivera, alla quale Prati darà un contributo pesante in termini di gol. Nella sua prima stagione da titolare vince subito lo scudetto e la Coppa delle Coppe, siamo nel campionato 1967/68 ed è un'annata dove realizza 22 reti (capocannoniere della Serie A a quota 15) in 38 gare nazionali e internazionali tanto da meritarsi la convocazione in nazionale.

L'esordio a Sofia contro la Bulgaria nel match d'andata delle qualificazioni al Campionato Europeo del 1968 dove va subito in gol, si ripete anche al ritorno e sarà decisivo per l'accesso degli azzurri alle semifinali. Si tratterà dell'unico titolo continentale dell'Italia, Pierino gioca sia la semifinale contro l'Urss che la finale contro la Jugoslavia laureandosi per l'appunto campione d'Europa.

Nella stagione successiva si prenderà la soddisfazione di salire sul tetto del vecchio continente con il Milan che vincerà la sua seconda Coppa dei Campioni strapazzando in finale l'Ajax con il punteggio di 4-1, match in cui Prati mette a segno una tripletta. A pochi mesi di distanza vince anche la Coppa Intercontinentale, la prima vinta dai rossoneri battendo in finale gli argentini dell'Estudiantes.

Il passaggio alla Roma

In nazionale sarà comunque meno fortunato anche se c'è da dire che la concorrenza in attacco è feroce: è l'Italia di Boninsegna, Mazzola e Riva dove anche il suo compagno di squadra Rivera fatica a trovare un posto stabile da titolare. Prati prenderà parte ai Mondiali messicani del 1970 dove gli Azzurri si classificano secondi, ma non scende mai in campo. Giocherà a fasi alterne in nazionale fino al 1974, chiudendo la sua esperienza con 14 gare e 7 gol. Con il Milan giocherà fino alla stagione 1972/73 e si congederà dai rossoneri dopo aver vinto la seconda Coppa delle Coppe (con il Diavolo vince anche due Coppe Italia, ndr). Si trasferisce alla Roma dove vive un altro paio di stagioni prolifiche facendosi amare anche dalla tifoseria giallorossa: lascia la capitale nel 1977, passa alla Fiorentina ma è chiaramente un giocatore in fase calante: nella stagione 1978/79 accetta l'offerta del Savona (dove aveva giocato in gioventù) per giocare in Serie C2, con il club ligure chiuderà la carriera nel 1981 e in mezzo vivrà anche una breve esperienza nel massimo campionato statunitense, nel 1979, con la maglia dei Rochester Lancers.

Nel 1984 inizia una fugace carriera da allenatore che lo porterà anche sulla panchina della Pro Patria, da anni collaborava con la scuola calcio del Milan.

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