Ha raccontato il momento più buio della sua vita con la consueta ironia: dal letto di ospedale dov’è ricoverato, l'ex calciatore Mauro Bellugi ha ricostruito passo per passo i giorni che l’hanno portato all’amputazione di entrambe le gambe nel corso della puntata del 17 gennaio di Live Non è la d’Urso.

L’ex difensore dell’Inter ci aveva scherzato su anche quando l’aveva raccontato la prima volta pochi giorni prima di Natale: “Mi hanno tolto anche quella con la quale feci gol al Borussia Monchengladbach”. Questa volta il settantenne ha aggiunto dettagli da brividi, che ha raccontato senza lasciarsi prendere dallo sconforto, ma con la determinazione di chi non ha nessuna intenzione di farsi abbattere dal duro tackle che gli ha riservato il destino.

“La prima volta che avrò le protesi vengo da te in studio e non è per un’esclusiva ma perché ci tengo a parlare con te”, ha precisato Bellugi, protagonista in azzurro dei mondiali del ‘78 in Argentina. Con schiettezza ha ammesso che senza il sostegno di moglie e figlia, presenti in studio, difficilmente avrebbe dato il suo assenso all’operazione di amputazione che ha fatto senza anestesia totale e “carico di morfina”, perché era positivo al Covid 19.

“Se non ci fossero state Loredana e Giada probabilmente non avrei firmato. Di notte vedevo i bisonti e gli elefanti che correvano nella mia camera”.

L'odissea di Bellugi dopo la positività al Covid 19, la moglie: 'Non volevo crederci'

“Tutto è iniziato il 4 novembre”. La moglie di Mauro Bellugi, Loredana, e la figlia, Giada, hanno ripercorso i drammatici giorni che hanno portato all’amputazione di entrambe le gambe dell’ex difensore di Inter, Bologna e Napoli.

“Aveva dolore alle gambe ma non era la prima volta ma ho compreso che qualcosa non andava quando ha iniziato ad urlare per il fastidio” - ha sottolineato la consorte del toscano sottolineando che il marito ha un carattere particolare ed ha sempre affrontato questi fastidi senza lamentarsi.

Dai successivi controlli medici è emerso che Bellugi era positivo al Covid 19 e dagli esami in ospedale è stato rilevato che aveva avuto delle piccole ischemie ai vasi capillari che gli avevano compromesso l’utilizzo delle gambe.

“Quando il dottore mi ha telefonato e mi ha riferito che l’unica soluzione era l’amputazione non volevo crederci”, ha affermato Loredana, aggiungendo che fino all’ultimo ha sperato di evitare un dolore così grande al partner.

'L'amputazione senza anestesia totale, vedevo i mostri'

A questo punto è intervenuto Mauro Bellugi in collegamento dall’ospedale dov’è ricoverato dagli inizi di novembre.

“Se non fosse stato per mia moglie e per mia figlia non mi sarei mai operato”, ha riferito il settantenne di Buonconvento ammettendo di aver avuto fino all’ultimo delle perplessità. “Quando il medico mi ha chiesto se poteva tagliarmi le gambe gli ho chiesto se avesse una domanda migliore”, ha dichiarato ironicamente l’ex difensore nerazzurro che, per via della positività al Covid 19, è stato costretto ad affrontare l’intervento in anestesia parziale.

Mi hanno riempito di morfina e la notte vedevo i mostri. Meglio che non ti racconto altro”, ha aggiunto il toscano nel corso della conversazione con Barbara d’Urso preferendo soffermarsi sui piacevoli ricordi delle vacanze estive vissute con la conduttrice televisiva. Bellugi ha poi ringraziato la curva nord nerazzurra per lo striscione esposto davanti allo stadio Meazza.

"Non pesavo di ricevere quest'affetto pazzesco da tutta Italia". Con lo spirito da guerriero e la voglia di tornare presto ai suoi impegni quotidiani, Bellugi ha chiuso l’intervista in allegria, cantando con Carmelita ‘Piange il telefono’ di Domenico Modugno.

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