Anche a causa delle sette assenze tra squalifiche e infortuni, con la panchina di Pirlo popolata da giocatori della Primavera (fatta eccezione per McKennie, subentrato a partita in corso), la partita contro l'Hellas Verona prima del match era stata considerata "insidiosa" da molti addetti ai lavori. Inoltre, di fronte la "Vecchia Signora" affrontava un Verona in un buono stato di forma fisica, ma soprattutto libero mentalmente, forte della posizione di classifica decisamente tranquilla se non addirittura proiettata verso un possibile posto in Europa.

In un primo tempo avaro di emozioni, la Juventus si è resa pericolosa poco dopo il fischio d’inizio con Ramsey, servito da Rabiot, bravo a farsi trovare pronto sulla palla giocata male in uscita dalla difesa del Verona. Il gallese ha calciato forte ma sull’esterno della rete. Dopo questo spavento iniziale, il Verona ha sfiorato il vantaggio con l’occasione più ghiotta del primo tempo con il colpo di testa di Faraoni, imbeccato da Zaccagni, che ha colpito il palo dopo una grande parata di Szczesny. Infine, prima del termine della prima frazione di gara, la Juventus si è riproposta in avanti in maniera pericolosa con il solito Chiesa, sempre tra i più in forma nella formazione di Pirlo. Dopo un’azione personale, con un cambio di passo verso il al centro, Chiesa ha calciato forte verso Silvestri, ma il tiro è stati respinto dal portiere.

Le sostituzioni di Ivan Juric

Nel secondo tempo la Juventus è entrata decisa trovando il gol del vantaggio dopo pochi minuti con un’azione magistrale nata da Ramsey, che ha preso in controtempo la difesa del Verona con una sterzata improvvisa per poi servire il taglio di Chiesa, che con il suo movimento verso l’esterno ha attirato l’intera difesa veronese.

A quel punto per l’esterno della Nazionale è stato un gioco da ragazzi servire al centro Cristiano Ronaldo, libero di prendere la mira per scaricare la palla alle spalle di Silvestri. Subito dopo è ancora la Juventus ad essersi resa pericolosa con un’azione manovrata che ha portato al tiro da fuori area ancora una volta CR7.

Nonostante il vantaggio, gli uomini di Pirlo hanno iniziato ad abbassarsi troppo concedendo sempre più campo al Verona, che ha preso coraggio e si è fatto più intraprendente, grazie soprattutto alle sostituzioni effettuate dal suo allenatore Ivan Juric ad inizio ripresa. I giovani Ilic e Dimarco hanno lasciato il posto agli esperti Miguel Veloso, capitano degli scaligeri rientrato da un periodo di stop causa infortunio, e all’esterno serbo Darko Lazovic, solitamente il titolare della fascia sinistra nello scacchiere di Juric. Grazie ai loro ingressi i gialloblù sono riusciti ad alzare il baricentro della squadra, andando ad occupare sempre più la metà campo bianconera e in particolare la fascia sinistra, presidiata da Lazovic: proprio quest'ultimo, in fase di spinta, ha trovato sempre il modo di associarsi con Zaccagni e Veloso, rispettivamente trequartista e interno padroni di quella porzione di campo.

L’azione del gol del pareggio del Verona è passata proprio dai loro piedi: Veloso ha pescato tra le linee Zaccagni, filtrante per Lazovic che è arrivato sul fondo e ha crossato al centro, trovando la testa di Barak che ha gonfiato la rete di un Szczesny, rimasto pietrificato dalla conclusione dell'avversario. Gli scaligeri non hanno mollato la presa dopo aver raggiunto il pareggio, anzi, hanno continuato ad attaccare sfiorando addirittura il vantaggio con un Lazovic in serata di grazia. Dopo un’azione solitaria iniziata da sinistra, Lazovic è rientrato sul destro e ha colpito la traversa da appena dentro l’area di rigore.

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