È il secondo portiere della Juventus, tutto l'ambiente lo stima anche per il ruolo nello spogliatoio oltre che per le ottime prestazioni quando è stato chiamato in causa ma nonostante questo il suo è un futuro incerto: lui è Mattia Perin, estremo difensore 31enne originario di Latina che sembra ormai giunto a un bivio nella sua carriera.

Sì, perché il club dovrà presto capire come muoversi con Wojciech Szczesny, che ha il contratto in scadenza nel 2025, le cui 33 primavere stanno giustamente inducendo il club a ragionare su chi designare come suo sostituto sul lungo periodo.

Ed è qui che entra in gioco la figura di Perin, che col collega di reparto polacco condivide la data di scadenza del contratto, su cui incombe però un giovane rampante, quel Marco Carnesecchi che la dirigenza bianconera segue ormai da tempo.

Gradino dopo gradino, l'ex Cremonese si è conquistato i galloni di titolare all'Atalanta sottraendoli a Musso e se la società bianconera vorrà puntare su di lui dovrà necessariamente sborsare tra 15 e 20 milioni di euro.

Ed è questo lo scenario che rende ancora più nebulosa la posizione di Perin. Resterà per fare da secondo all'estremo difensore della Nazionale U21 o andrà a cercare fortuna altrove?

Difficilmente la Juventus promuoverà titolare Perin per il dopo Szczesny

Tutti quesiti a cui sembra difficile rispondere oggi sebbene ve ne sia un altro sullo sfondo che appare invece dai contorni più definiti. Perin non sarà promosso primo portiere della Juventus a prescindere dal futuro di Szczesny.

La prima considerazione è di natura fisica: Perin ha un curriculum lunghissimo di infortuni, e se è vero che in molti di questi ha giocato un ruolo decisivo la sfortuna è pur vero che la storia difficilmente sbaglia riproponendosi a volte ciclicamente. L'ex portiere del Genoa si è rotto il legamento crociato ben due volte, nella stagione 2015-16 e in quella dopo pochi mesi dopo il rientro, per non parlare dei problemi a caviglia, spalla e bicipite femorale che ne hanno condizionato la forma e la disponibilità dal 2018 al 2021.

L'anno scorso tuttavia il portiere di Latina ha mostrato grande affidabilità: chiamato in causa in più circostanze in Serie A da Allegri, ben 11 (non poche per un secondo portiere), Perin ha sfoggiato ottime prestazioni, cementificando il ruolo di vice e offrendo le garanzie dovute per un secondo portiere di una top squadra.

In ottica promozione a titolare del ruolo però pesa un altro fattore, quello anagrafico: Perin ha compiuto 31 anni e tradizionalmente la Juventus ama servirsi di un portiere per lunghi periodo di tempo investendo su calciatori che possano dare le spalle alla porta per molti anni.

Ed è qui che si insidia la figura del 23enne Carnesecchi, che sembra avere davanti un se un futuro luminoso anche in nazionale.

Altro fattore che indurrebbe a ritenere che la società bianconera possa fare un significativo sforzo economico verso di lui.

La carriera professionale di Perin e il suo ruolo a Torino

Cresciuto nella Pistoiese, all'età di 16 anni Mattia Perin si trasferisce al Genoa, poi gioca in prestito al Padova e al Pescara fino al ritorno nella società ligure. Disputa cinque stagioni al Genoa fino al trasferimento alla Juventus. Ritorna in prestito nella società ligure da gennaio 2020 fino a giugno 2021, per poi diventare il secondo di Szczeny.

Un ruolo che porta avanti tuttora, con Perin stesso ad aver più volte affermato di preferire un ruolo marginale in un grande club piuttosto che la maglia di primo portiere in una compagine con meno ambizioni.

Il suo è un ruolo importante anche in panchina: incita i compagni, è il primo a festeggiarne i gol e anche a fine partita nonostante non abbia preso parte all'incontro di turno le testimonianze social fioccano. Insomma Perin sembra molto ben calato nel contesto bianconero, è possibile che per lui sia pronto il ruolo di vice ancora per qualche tempo anche perché in ultimo, anche se non meno importante, Massimiliano Allegri lo stima molto.