Nel silenzio della Continassa, mentre molti bianconeri sono impegnati con le rispettive nazionali, Luciano Spalletti sta iniziando a plasmare la sua Juventus. La sosta, spesso vista come una parentesi scomoda, si è trasformata in un’occasione preziosa: giorni utili per gettare le basi di un’idea nuova, forse di una piccola rivoluzione che potrebbe manifestarsi già dalla prossima partita contro la Fiorentina.

Juventus, Spalletti pronto a plasmare i bianconeri

La pausa per le nazionali, a volte considerata un fastidio da club e tifosi, questa volta potrebbe trasformarsi in un’opportunità preziosa per la Juventus.

Luciano Spalletti, approdato da poche settimane sulla panchina bianconera, sta infatti sfruttando ogni giorno alla Continassa per lavorare con il gruppo rimasto a Torino e gettare le basi di quella che molti supporter immaginano possa essere una piccola, ma significativa, rivoluzione tecnica.

Il primo segnale concreto potrebbe arrivare già nella sfida contro la Fiorentina. L’idea che circola negli ambienti juventini è chiara: abbandonare il 3-4-2-1 utilizzato finora per virare verso un più classico 4-3-3, marchio di fabbrica delle squadre di Spalletti. Uno schieramento che cambierebbe l’identità della Juventus sin dalle fondamenta.

Il 4-3-3, infatti, tende a rinforzare il centrocampo grazie alla presenza di una mezz’ala in più, garantendo una gestione del possesso più fluida e una costruzione dal basso più ordinata.

Di contro, espone inevitabilmente la squadra a maggiori rischi difensivi, soprattutto nella copertura delle fasce. Ma Spalletti non è nuovo a queste scelte: sa bene che una squadra che vuole comandare il gioco deve accettare anche qualche metro scoperto alle proprie spalle.

Juve, Koopmeiners l'ago della bilancia in questa nuova rivoluzione

In questo nuovo assetto, un ruolo centrale potrebbe essere ricoperto da Teun Koopmeiners. L’olandese, impiegato da Spalletti nelle sue prime apparizioni juventine come braccetto di difesa, posizione nella quale ha comunque offerto prove solide e disciplinate, è destinato a tornare nella sua zona naturale, quella di mezz’ala.

Da lì, l’ex Atalanta potrebbe sprigionare tutto il suo potenziale: inserimenti, tiro dalla distanza, letture tra le linee e capacità di rifinire l’azione.

Quelle stesse qualità che sotto la guida di Gasperini gli avevano permesso di diventare uno dei centrocampisti più ambiti d’Europa e di raggiungere una valutazione da 60 milioni di euro.

Insomma, a Torino qualcosa si muove. La nuova Juventus targata Spalletti è ancora un cantiere aperto, ma la sosta ha offerto al tecnico di Certaldo il tempo necessario per iniziare a modellare la squadra a sua immagine e somiglianza. Contro la Fiorentina si capirà se questa rivoluzione è pronta a prendere forma o se servirà ancora pazienza.