La Juventus ha vissuto una giornata particolarmente delicata dopo la pubblicazione del bollettino medico riguardante Dusan Vlahovic. Il club bianconero, infatti, ha confermato che l’attaccante serbo ha accusato una lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo della gamba sinistra, un infortunio che desta forte preoccupazione sia nello staff medico sia in quello tecnico. Si tratta di un problema serio, che spesso comporta tempi di recupero piuttosto lunghi: per lesioni di questo tipo, infatti, servono almeno tre mesi prima che il calciatore possa tornare a disposizione.
Una prospettiva che rischia di cambiare completamente i piani stagionali della Juventus, già in un momento non semplice dal punto di vista offensivo.
Tempi di recupero da stabilire
Al momento, Vlahovic sarà sottoposto a ulteriori controlli per definire nel dettaglio quale sarà la terapia migliore da adottare. Lo staff medico vuole evitare rischi e stabilire un percorso di recupero che garantisca il totale rientro dell’attaccante, senza accelerazioni che potrebbero compromettere ulteriormente la situazione. Anche il giocatore, durante la gara contro il Cagliari, aveva percepito subito che non si trattava di un fastidio passeggero: la sensazione, come raccontato nelle ore successive, era quella di un guaio importante.
Lo stesso Luciano Spalletti, al termine della partita, aveva fatto eco alle preoccupazioni del serbo, usando parole chiare: “Si è stirato”. Un commento che, alla luce degli esami, ha trovato piena conferma.
L’assenza di Vlahovic rappresenta un problema evidente per la Juventus. L’attacco bianconero, già in difficoltà nelle ultime settimane, perde il suo punto di riferimento principale proprio nel momento in cui sarebbe servita maggiore continuità. Jonathan David e Loïs Openda, al momento, non sembrano ancora pronti per reggere completamente il peso offensivo della squadra. Le loro caratteristiche tecniche sono indiscutibili, ma la responsabilità di guidare l’attacco juventino è enorme, e dovranno dimostrare di poter colmare quel vuoto che inevitabilmente si crea quando viene a mancare un giocatore come Vlahovic.
Perin scala posizioni
Nel frattempo, a tenere banco è anche la questione legata al ruolo del portiere titolare. Nelle ultime due partite ha giocato Mattia Perin, complici anche le condizioni non ottimali di Di Gregorio, che contro il Cagliari aveva dovuto fare i conti con una gastroenterite. Una scelta che ha alimentato discussioni e dibattiti attorno alla gestione del ruolo. A intervenire sulla vicenda è stato anche Sandro Sabatini, che sul suo canale YouTube ha dichiarato: “Perin è ritenuto più affidabile dai compagni di squadra, dall’allenatore e anche dai tifosi”. Parole che hanno acceso ulteriormente il dibattito, lasciando intendere come la posizione del portiere sia tutt’altro che definita.
Adesso non resta che attendere le decisioni dello staff tecnico: se si andrà avanti con Perin o se Di Gregorio riprenderà il suo posto da titolare. L’unica certezza, al momento, è che in Coppa Italia potrebbe essere schierato il numero 1 bianconero, in un contesto che permetterebbe di valutare al meglio la sua condizione. In ogni caso, la Juventus si trova davanti settimane decisive, con due nodi fondamentali da sciogliere: la gestione dell’attacco senza Vlahovic e la stabilizzazione del ruolo di portiere. Due temi che potrebbero incidere profondamente sul prosieguo della stagione.