In casa Juventus c’è un giocatore che più di altri divide, genera dibattito, accende la critica: Weston McKennie. L’americano, da quando veste il bianconero, sembra essere destinato a vivere in un equilibrio instabile tra apprezzamento e contestazione, tra elogi improvvisi ed eterne perplessità. Eppure, proprio nei momenti più delicati, il classe ’98 continua a dimostrare perché, anche per Luciano Spalletti, sia un tassello importante nel mosaico tattico della squadra.
McKennie, dalle critiche agli applausi in pochi giorni
La settimana, per McKennie, era iniziata nel peggiore dei modi.
Nel KO di campionato contro il Napoli, l’americano era finito nel mirino della critica per un assist involontario a Hojlund che aveva spianato la strada al gol del 2-1 azzurro. Un errore pesante, arrivato peraltro in una partita in cui Spalletti lo aveva impiegato fuori ruolo, chiedendogli sacrificio e adattamento in una zona di campo non sua. Le immagini del Maradona avevano fatto rapidamente il giro del web, accompagnate da commenti taglienti di tifosi e media, che spesso dimenticano il lavoro silenzioso, sporco ma essenziale, garantito dal texano.
Eppure, come spesso accade con lui, la risposta è arrivata sul campo. Ieri sera, nella delicatissima sfida di Champions League contro il Paof, McKennie ha sfoderato una prestazione che ha ribaltato la narrativa degli ultimi giorni.
Dinamismo, ordine tattico, coraggio nelle due fasi: una presenza costante e intelligente, impreziosita da un gol da autore che ha sbloccato un match tutt’altro che semplice per la Vecchia Signora. Una rete pesante, decisiva, arrivata nel momento esatto in cui serviva leadership e personalità.
Juve: McKennie una pedina irrinunciabile
Osservando i suoi numeri stagionali, il minutaggio accumulato e la frequenza con cui Spalletti lo inserisce nei piani gara, appare evidente quanto McKennie sia centrale nell’idea di calcio del tecnico. Un Jolly capace di ricoprire più ruoli, di adattarsi, di correre per sé e per gli altri, spesso più funzionale che appariscente.
Un jolly tattico, forse mai completamente compreso, di cui Spalletti ha parlato cosi in mixed zone a seguito della vittoria col Pafos: "Lo sappiamo, è un calciatore totale e moderno, riesce a far tutto.
Poi chiaro, concede qualche cosa quando gli chiedi troppe cose e lo metti da tante parti. Stasera il terzino destro lo ha fatto benissimo, non ha mai concesso un’imbucata ed è stato nella posizione giusta". Un attestato di stima, l'ennesimo da parte di Spalletti, che evidenzia quanto McKennie sia una pedina fondamentale per il toscano.