Molti tifosi nerazzurri lo hanno criticato sui social per le sue esultanze contro l'ex squadra. Ora Lele Oriali, impegnato col Napoli nelle vesti di stretto collaboratore di Antonio Conte, rivela che sarebbe rimasto per sempre all'Inter.

In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, in occasione della sfida di Champions League fra Benfica e Napoli, Lele Oriali, coordinatore dello staff tecnico della squadra azzurra, ha spiegato come vivrà la partita contro José Mourinho, l'allenatore con cui ha collaborato durante la stagione nerazzurra del Triplete.

In alcuni passaggi dell'intervista, Oriali ha voluto sottolineare la profondità del suo legame con l’Inter e l'affetto che ancora lo unisce allo Special One. "Io sarei rimasto all’Inter, è la mia seconda pelle", ha dichiarato. Ha aggiunto poi un'altra dichiarazione che farà discutere tanto i tifosi dell'Inter quanto quelli del Napoli. Pensando all'Inter ha detto: "Non vorrei mai giocare le partite contro di loro". Per l'ex centrocampista e dirigente nerazzurro ogni partita contro l'Inter ha dunque ancora un peso emotivo particolarmente evidente.

Oriali e il suo rapporto con l'Inter

Nell'intervista, il settantatreenne nato a Como ha anche ricordato lo storico biennio 2008-2010 con Mourinho in panchina, definendolo come il punto più alto della sua carriera.

Dopodiché ha inteso sottolineare la stima che nutre ancora nei confronti di Mourinho. Un tecnico con un carisma decisivo e con la rara capacità di entrare nell’anima dei giocatori. A proposito del portoghese, Oriali ha racconta anche un dettaglio personale: il lusitano lo chiamava e lo chiama ancora “Gabriele”, come sua madre. "In due mi chiamano Gabriele, mia madre e José. Non so perché, gli piace e piace anche a me. Per tutti sono Lele, amichevolmente, confidenzialmente o anche no".

In definitiva, pur dovendolo incontrare come avversario sul campo, Oriali non considererà mai Mourinho un nemico.

Oriali nel corso degli ultimi due anni è stato spesso criticato dal tifo nerazzurro. I supporter interisti non gli hanno perdonato alcune dichiarazioni, come per esempio quella rilasciata in occasione dell'ultimo Scudetto vinto dal club partenopeo, quando disse che non aveva mai sentito una soddisfazione così forte.

Il rapporto dell'ex centrocampista con il tifo nerazzurro era già entrato un po' in crisi nel 2021, l'anno del suo addio alla società.

Quando Antonio Conte decise di lasciare l'Inter, Oriali volle seguirlo, spiegando le proprie ragioni in un'intervista interpretata da alcuni tifosi come poco rispettosa nei confronti del club e della proprietà. La crisi si è ovviamente acuita con il suo ingresso nello staff di Antonio Conte al Napoli.

L'uomo ombra di Conte cerca di ricucire il rapporto con i nerazzurri

Vedere Oriali sulla panchina azzurra ha suscitato reazioni contrastanti in tanti supporter. I più, ovviamente, hanno espresso rispetto nei confronti della sua professionalità. Altri si sono lasciati andare a critiche dettate dai sentimenti, giudicando quasi innaturale che una leggenda nerazzurra esultasse per i successi di un'altra squadra o protestasse contro il suo vecchio club.

Sui social c'è chi continua ad accusarlo di aver "esultato in faccia" ai tifosi che lo hanno idolatrato e di aver celebrato con troppo entusiasmo il proprio passaggio al Napoli. Alcune sue frasi pubbliche hanno generato polemiche e accuse di scarsa sensibilità verso i tifosi. Ma c'è da dire che in molti casi si è trattato di dichiarazioni esasperate da parte dei media e poi fraintese dal pregiudizio di tifosi accaniti. Il vero tifoso ha sempre evitato di insultare o rinnegare una bandiera del proprio club.

Nell'intervista rilasciata alla Gazzetta, Oriali cerca di rimettere ordine nel suo passato, dettando una classifica dei suoi più grandi traguardi sportivi: "Premessa: il Mondiale dell’82 e l’Europeo con la Nazionale di Mancini sono fuori concorso.

Ma mi viene facile allestire il mio podio: primo posto, lo scudetto dell’Inter del ‘71, ero poco più di un bambino. Poi il Triplete, per tante umane ragioni. E terzo il titolo dell’anno scorso a Napoli, dove Antonio ha reso possibile un sogno irrealizzabile. E ripenso alla sfilata, ai colori e ai profumi della città, al quotidiano con questa gente meravigliosa".