Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato che filtrano nella giornata di oggi, il futuro di Federico Chiesa, esterno accostato alla Juventus in questi giorni, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio caso. Il Liverpool, club che ne detiene il cartellino, avrebbe infatti deciso di alzare sensibilmente la richiesta economica per lasciar partire l’esterno offensivo italiano, fissando il prezzo a 20 milioni di euro. Una valutazione che non passa inosservata e che, soprattutto in casa Juve, rischia di essere letta come una beffa difficile da digerire.
Una valutazione che sa di provocazione
La cifra di 20 milioni di euro appare pesante soprattutto se rapportata alla storia recente del giocatore. Fu infatti la Juventus, nell’estate del 2024 a cedere Federico Chiesa al Liverpool per una somma complessiva di 12 milioni di euro. Un’operazione che allora sembrava obbligatoria, visto il rischio concreto che correva la vecchia signora di perdere il giocatore a parametro 0, ma che oggi torna d’attualità in modo quasi paradossale. A distanza di un anno e mezzo, con un impiego tutt’altro che centrale nella rosa dei Reds e un minutaggio spesso ridotto, vedere il prezzo del cartellino lievitare fino a sfiorare quasi il doppio della cifra incassata dai bianconeri avrebbe il sapore della beffa.
Per la Juve, che conosce bene il valore e i limiti fisici del classe ’97, l’idea di dover ripagare a caro prezzo un calciatore già valorizzato in passato potrebbe apparire come una sorta di penalizzazione postuma, difficilmente giustificabile sul piano tecnico ed economico.
L’incastro tecnico e i dubbi della Juventus
Al di là della valutazione economica, resta poi da sciogliere il nodo legato al ruolo che Chiesa avrebbe alla Continassa. L’esterno italiano arriverebbe infatti per ricoprire il ruolo di vice Yildiz, senza la garanzia di una maglia da titolare e con un progetto tecnico che non ruoterebbe attorno a lui. In quest’ottica, immaginare che la Juventus possa investire 20 milioni di euro nel mercato di gennaio per un’alternativa di lusso appare estremamente complesso.
Le risorse del club sono poche e destinate a essere utilizzate con grande cautela e un’operazione di questo tipo rischierebbe di bloccare altre manovre considerate più prioritarie. Ecco perché, mentre il Liverpool alza il muro e la richiesta, a Torino crescerebbe lo scetticismo.