In casa Juventus le riflessioni sul presente e sul futuro dell’attacco stanno diventando sempre più profonde e, soprattutto, sempre più urgenti. Le ultime indiscrezioni che filtrano dalla Continassa raccontano di un club intenzionato a muoversi già in questa sessione di calciomercato per assicurarsi un centravanti di primo livello, capace di incidere immediatamente e di rappresentare una garanzia anche in prospettiva. Una scelta che segnerebbe un cambio di passo netto nella strategia bianconera e che potrebbe concretizzarsi attraverso profili come Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace o Youssef En-Nesyri del Fenerbahce, entrambi considerati attaccanti pronti, fisici e compatibili con le idee di gioco di Luciano Spalletti.

Il segnale su Vlahovic e le gerarchie che cambiano

La volontà di investire subito su un nuovo numero nove porta con sé due messaggi piuttosto chiari. Il primo riguarda Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo, in scadenza di contratto a giugno, non ha ancora trovato un accordo per il rinnovo e l’impressione è che, alla Continassa, stiano progressivamente smettendo di credere in una fumata bianca. L’idea di anticipare i tempi con l’arrivo di un nuovo attaccante lascerebbe intendere che la Juventus voglia cautelarsi, evitando di farsi trovare impreparata in vista di una possibile separazione. Mateta ed En-Nesyri, in questo senso, rappresenterebbero non solo rinforzi immediati, ma anche potenziali eredi pronti a raccogliere un testimone sempre più pesante.

Openda in discussione e le scelte di Spalletti

Il secondo messaggio, forse ancora più significativo, riguarda il giudizio di Luciano Spalletti sull’attuale reparto offensivo. Guardando alle ultime gare, emerge come il tecnico toscano stia ridefinendo le gerarchie in avanti. Jonathan David, grazie a prestazioni in crescita e a un maggiore dinamismo, sta accumulando minutaggio e conquistando spazio nell’undici titolare. Diversa, invece, la situazione di Lois Openda. Il centravanti belga, arrivato negli ultimi giorni dello scorso mercato estivo dal Lipsia per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, fatica a trovare continuità. A eccezione della gara contro la Roma, Openda è quasi sempre partito dalla panchina, un segnale che non può passare inosservato.

Una gestione che fa pensare a una fiducia parziale da parte di Spalletti, forse legata a un adattamento non ancora completato o a caratteristiche ritenute meno funzionali rispetto alle richieste del tecnico.