La sconfitta della Juventus sul campo del Cagliari, maturata per 1-0 nel match serale del sabato, non può essere liquidata come un semplice incidente di percorso. Ancora una volta, infatti, la gara dei bianconeri ha messo in evidenza limiti ormai strutturali nella fase offensiva, soprattutto quando si tratta di trasformare il predominio territoriale e il possesso palla in reali occasioni da gol. La squadra piemontese ha tenuto il controllo del gioco per lunghi tratti, ma senza mai dare la sensazione di poter davvero scardinare la compatta e fisica retroguardia sarda, finendo per pagare a caro prezzo l’unica vera disattenzione difensiva.
Yildiz l’unico a provarci, attacco spento
Nel grigiore generale del reparto avanzato, l’unica nota realmente positiva per la Juventus è stata Kenan Yildiz. Il giovane talento turco è apparso l’unico, per tutti i novanta minuti, capace di puntare sistematicamente l’uomo, superarlo e creare superiorità numerica. Ha calciato più volte verso la porta, colpendo anche un palo che avrebbe potuto cambiare il volto della partita, e rappresentando di fatto l’unico pericolo costante per la difesa del Cagliari. Alle sue spalle, però, il vuoto. Jonathan David è tornato a essere impalpabile, come qualche settimana fa. Miretti, al netto di un tiro nel primo tempo, è stato progressivamente inghiottito dalla fisicità dei difensori rossoblù, mentre McKennie, schierato alto a destra e dunque fuori dal suo ruolo naturale, ha inciso molto meno rispetto alle sue recenti prestazioni.
Dalla panchina è arrivato un po’ di brio con Zhegrova intorno al settantesimo, ma senza nulla di realmente trascendentale. Ancora più deludenti gli ingressi di Conceicão e Openda, mai capaci di cambiare ritmo o di incidere negli ultimi metri.
I numeri spiegano la crisi offensiva bianconera
A raccontare in maniera impietosa la difficoltà della Juventus sotto porta sono soprattutto i dati statistici. I bianconeri hanno sì dominato il match in termini di possesso e presenza nella metà campo avversaria, ma la produzione offensiva è rimasta estremamente limitata. Su 21 tiri complessivi, appena 5 hanno centrato lo specchio della port. Ancora più significativo il numero degli expected goal, fermi a 1,34: una cifra che certifica come le occasioni create siano state poche e, soprattutto, di qualità non elevata. In questo contesto, la Juventus può certamente recriminare per una sconfitta che, sul piano del gioco, appare severa e in parte immeritata.