Le polemiche per quanto accaduto in Inter-Juventus non sembrano volersi placare e una parte del pubblico bianconero continua a sentirsi defraudata per il risultato maturato sul prato di San Siro. Il giornalista Luca Momblano, ai microfoni della trasmissione Twitch Juventibus, ha dunque suggerito quella che dovrebbe essere la prossima mossa del club piemontese. Una strategia che ridarebbe peso politico alla vecchia signora: "Sapete cosa farei fossi in John Elkann? Oggi chiamerei Michel Platini" dice Momblano: "Perché in questo momento sia l'amministratore delegato Damien Comolli sia Giorgio Chiellini hanno bisogno che il francese ricopra la figura del presidente.

Perché Platini la politica la conosce, perché quando il transalpino entra in una saletta fa passare un po' di fantasia e perché Platini con una frase, massimo due, mette a posto tante situazioni anche a livello mediatico".

Momblano e la mossa per dare nuovo peso alla Juventus: 'Platini presidente ribalterebbe la partita'

Momblano ha proseguito nel suo incipit rinforzandolo: "Io, ripeto, fossi nell'ad di Exor proverei a fare questa mossa. Insomma, chiamerei Platini dicendogli che gli attuali dirigenti hanno bisogno del suo aiuto. Questo non vuol dire che alla Continassa ci siano degli incapaci o gente non in grado di fare quello per cui sono preposti, ma adesso prendere Platini sarebbe una mossa non dico da scacco matto, usando un termine scacchistico, ma che quanto meno ribalterebbe la partita".

Platini e quelle parole sulla Juventus

Le parole di Momblano, che certamente troveranno spazio nel cuore di tantissimi tifosi della Juventus ancora affezionati alla figura di Platini, si scontrano però con quanto dichiarato dallo stesso qualche mese fa. Al Festival dello Sport andato in scena a Trento lo scorso ottobre, Platini disse apertamente: "Se mi chiamasse la Juventus non andrei. Ormai ho 70 anni e devo pensare ad altre cose. Non è facile poi fare il dirigente di un club dopo 40 anni passati e nel quale non conosco più nessuno. E' più complicato di quello che si può pensare, perché sarebbe una scelta che ti cambia la vita e le abitudini". Parole chiare, che certamente potrebbero essere cambiate nel corso di questi mesi, ma che testimoniano come Platini si sentirebbe quanto meno lontano dal calcio di oggi.