Randal Kolo Muani continua a essere il primo nome cerchiato in rosso sui taccuini della Juventus in vista della prossima estate. Un interesse che non si è mai realmente spento e che, anzi, potrebbe riaccendersi con forza al termine della stagione. L’attaccante francese, attualmente in prestito al Tottenham, farà rientro al Paris Saint-Germain, club che ne detiene il cartellino ma con il quale il feeling non è mai realmente sbocciato. Da due anni a questa parte, infatti, il PSG ha preferito girarlo in prestito piuttosto che puntare con convinzione su di lui, una situazione che a Torino verrebbe letta come un potenziale spiraglio per imbastire una trattativa vantaggiosa.

La strategia Juve: sfruttare la frattura con il PSG

Proprio la scarsa sintonia tra Kolo Muani e il Paris Saint-Germain rappresenterebbe il punto di partenza della strategia bianconera. Alla Continassa sono convinti che il club parigino, pur di liberarsi definitivamente di un calciatore ormai fuori dal progetto tecnico, possa rivedere al ribasso le proprie richieste economiche. Solo dodici mesi fa, la valutazione si aggirava attorno ai 50 milioni di euro, una cifra ritenuta eccessiva dalla Juventus, soprattutto alla luce delle prestazioni altalenanti dell’attaccante francese. L’idea dei dirigenti bianconeri sarebbe quella di inserirsi con tempismo, magari proponendo una formula più flessibile o approfittando della necessità del PSG di fare spazio in rosa e alleggerire il monte ingaggi.

Kolo Muani, per caratteristiche tecniche e fisiche, resta considerato il profilo ideale per guidare l’attacco juventino del futuro: velocità, profondità e capacità di attaccare lo spazio sono qualità che a Torino cercano da tempo.

Openda e David, cessioni decisive per finanziare il colpo

Parallelamente, però, la Juventus dovrà lavorare in uscita. Per poter affondare il colpo su Kolo Muani, il club bianconero sarà chiamato a piazzare almeno uno tra Jonathan David e Loïs Openda. Il canadese, arrivato a parametro zero, rappresenta senza dubbio la pedina più semplice da sacrificare: una sua eventuale cessione garantirebbe una plusvalenza immediata e potrebbe attirare diversi club interessati a un attaccante, che pur in difficoltà, resta affidabile e nel pieno della maturità calcistica.

Molto più complessa, invece, la situazione legata a Openda. Il belga è sbarcato a Torino per circa 45 milioni di euro, ma una stagione complicata, segnata da discontinuità e difficoltà di adattamento dopo l’esperienza al Lipsia, rende quasi impossibile pensare a una sua cessione a cifre simili.