Non basta il carattere, né l’orgoglio mostrato nel rocambolesco 3-3 dell’Olimpico contro la Roma, a nascondere le difficoltà strutturali che la Juventus sta vivendo in questa fase della stagione. Il pareggio in extremis coi giallorossi ha evitato un KO potenzialmente devastante dal punto di vista psicologico e di classifica, ma ha lasciato irrisolto un problema ormai evidente: la fragilità difensiva.
Una difesa che non fa più muro: i numeri preoccupano
I dati parlano chiaro e non ammettono interpretazioni: negli ultimi otto incontri ufficiali, tra campionato, Coppa Italia e Champions League, la Juventus ha incassato ben 21 reti.
Una media superiore ai tre gol a partita, lontanissima dagli standard storici del club piemontese e difficilmente sostenibile nel medio periodo. Le sconfitte pesanti, alternate a gare rocambolesche come quella di Roma, hanno evidenziato una squadra che fatica a leggere i momenti della partita, che perde compattezza e concede troppo agli avversari. Una tendenza che, se non invertita rapidamente, rischia di diventare un serio ostacolo nella corsa al quarto posto, obiettivo stagionale per la qualificazione alla prossima Champions League. La sensazione è che la Juventus sia costretta a segnare sempre un gol in più dell’avversario per rimanere in partita, una dinamica pericolosa soprattutto contro squadre di livello.
Bremer c’è, ma non basta: l’allarme alla Continassa
A rendere il quadro ancora più allarmante è un dettaglio tutt’altro che secondario: nella maggior parte delle partite in cui la Juventus ha subito valanghe di gol, in campo c’era Gleison Bremer, autentica colonna della retroguardia bianconera. Il centrale brasiliano è mancato soltanto nel ritorno contro il Galatasaray e nella sfida di campionato persa con il Como, segno che il problema non può essere ricondotto alle sole assenze individuali. Alla Continassa il campanello d’allarme dovrebbe quindi suonare e anche in maniera rumorosa: toccherà a Luciano Spalletti intervenire in modo deciso per registrare un reparto che sta “ballando” pericolosamente. Migliorare le distanze tra i reparti, ritrovare aggressività e concentrazione e, soprattutto, tornare a difendere da squadra saranno passaggi obbligati.