La Federazione Europea dei Tifosi (ESF) ha formalmente presentato un reclamo alla Commissione europea contro la Fifa, accusando l'organismo internazionale di abuso di posizione monopolistica nella vendita dei biglietti per i Mondiali di calcio 2026. Questa iniziativa segue il mancato accoglimento delle precedenti denunce riguardanti i prezzi ritenuti “esorbitanti” e le procedure di acquisto definite “opache e sleali”.
In collaborazione con Euroconsumers, l'ESF ha sollecitato l'intervento della Commissione europea affinché la Fifa modifichi le sue attuali procedure di vendita.
Già a metà dicembre, l'associazione dei tifosi aveva esortato la Fifa ad avviare consultazioni per individuare una soluzione che fosse rispettosa della tradizione e del significato culturale dei Mondiali. La richiesta attuale si fonda sul diritto europeo della concorrenza, argomentando che la Fifa abbia sfruttato il proprio monopolio per imporre condizioni inaccettabili in un mercato che dovrebbe essere competitivo.
Le contestazioni dei tifosi e le richieste alla Fifa
Nel reclamo congiunto, FSE ed Euroconsumers chiedono alla Commissione europea di imporre alla Fifa il congelamento dei prezzi dei biglietti ai livelli annunciati a dicembre per la fase di vendita di aprile. Richiedono inoltre la pubblicazione, con almeno 48 ore di anticipo, del numero di biglietti rimanenti per ciascuna categoria.
Le associazioni evidenziano sei abusi specifici: prezzi eccessivi, superiori sia alle edizioni precedenti sia alle stime della stessa Fifa; pubblicità ingannevole relativa al biglietto da 60 dollari per la fase a gironi, risultato praticamente esaurito prima dell’apertura delle vendite; una politica di prezzi dinamici incontrollata; regole di vendita poco chiare, poiché la posizione del posto, la disposizione dello stadio e le squadre in campo non sono garantite al momento dell’acquisto; l'impiego di tecniche di vendita aggressive; e i profitti derivanti dalla rivendita, con una commissione del 15%.
Secondo le denunce, i biglietti più economici per la finale partono da 4.185 dollari (3.609 euro), una cifra che supera di oltre sette volte il prezzo della finale dei Mondiali 2022 in Qatar.
Le associazioni sottolineano come queste condizioni rendano l’accesso alle partite proibitivo per numerosi tifosi, invocando maggiore trasparenza e regole più eque.
La protesta negli Stati Uniti e il costo dei biglietti
Negli Stati Uniti, uno dei paesi ospitanti dei Mondiali 2026, la protesta dei tifosi ha registrato un'intensificazione nelle ultime settimane. Sui social network si moltiplicano le segnalazioni sui prezzi elevati, che rendono inaccessibili molti posti negli stadi. Per la finale che si terrà al New York New Jersey Stadium, un biglietto può raggiungere i 4.309 dollari (3.663 euro), con un costo medio di 1.408 dollari (1.197 euro). Anche la partita inaugurale, in programma allo Stadio Azteca di Città del Messico, presenta prezzi considerevoli: da un minimo di 60 dollari (51 euro) fino a 2.201 dollari (1.871 euro), con una media di 724 dollari (615 euro).
La Fifa ha introdotto una nuova categoria di biglietti da 60 dollari per alcune partite, destinata ai “tifosi fedeli” delle nazionali partecipanti, ma la loro disponibilità è estremamente limitata. La struttura dei prezzi varia significativamente in base alla fase del torneo e alla categoria del posto. Sono inoltre previsti pacchetti hospitality che includono servizi aggiuntivi come alloggio e ristorazione. Le stime indicano che la biglietteria dei Mondiali 2026 potrebbe generare tra 1,8 e 2,1 miliardi di dollari, con percentuali di vendita previste molto elevate.