Il rinnovo fino al 2030, celebrato dalla Juventus con una conferenza dedicata, una pioggia di foto e video ufficiali, avrebbe dovuto rappresentare il punto di slancio definitivo. Invece, per Kenan Yildiz, il mese successivo alla firma ha assunto contorni decisamente più opachi. Il talento turco, investito ufficialmente del ruolo di uomo simbolo e del peso della maglia numero 10, sembra aver accusato il momento. Febbraio, infatti, si è chiuso senza neppure un gol o un assist tra campionato e Champions League, un digiuno che ha inevitabilmente acceso i riflettori sul suo rendimento.
L’ultima rete del classe 2005 risale al 25 gennaio, quando la Juventus superò con un netto 3-0 il Napoli di Antonio Conte allo Stadium: da allora, il deserto.
Il peso della 10 e le aspettative da top player
Indossare la maglia numero 10 alla Juventus non è mai stato banale e Yildiz lo sa bene. Con il rinnovo sono arrivati anche uno stipendio da top player e una responsabilità tecnica e simbolica enorme. Proprio per questo, lo zero alla voce contributi offensivi nel mese di febbraio pesa come un macigno. Troppo poco per un calciatore su cui il club ha deciso di puntare con decisione, presentandolo come uno dei volti del presente e del futuro. Il problema non è soltanto statistico, ma riguarda la capacità di incidere nei momenti chiave: Yildiz è apparso meno brillante, meno continuo, talvolta scollegato dal resto della manovra.
È possibile che la pressione mediatica e le aspettative cresciute all’improvviso abbiano inciso, così come non è da escludere un naturale calo fisiologico in una stagione lunga e complessa per un ragazzo di appena venti anni.
Un talento da proteggere, ma servono risposte
Allo stesso tempo, il contesto va analizzato con attenzione. Yildiz non può essere giudicato come un solista isolato, perché il rendimento di un fantasista dipende anche da chi gli ruota attorno. La Juventus, nelle ultime settimane, ha faticato a offrire un riferimento offensivo credibile: non poter contare su un centravanti di livello, abile nel dialogo stretto e nel chiudere gli scambi, può aver inciso in modo significativo sul rendimento del numero 10. Senza movimenti coordinati e senza un finalizzatore capace di valorizzare le sue giocate, il talento turco rischia di restare imbrigliato.