Un’altra delusione pesantissima per la Italia, eliminata clamorosamente dalla Bosnia ed Erzegovina ai calci di rigore nei playoff per la Coppa del Mondo FIFA 2026. A Zenica è andata in scena una partita complicata per gli azzurri, costretti a difendersi per lunghi tratti e penalizzati anche dall’espulsione di Alessandro Bastoni, episodio che ha cambiato definitivamente l’inerzia del match. I padroni di casa, forti della superiorità numerica, hanno dominato per possesso palla e occasioni create, mettendo costantemente sotto pressione la difesa italiana.

Nonostante la resistenza fino ai rigori, l’eliminazione rappresenta un colpo durissimo per il movimento calcistico nazionale, che manca ancora una volta l’appuntamento con il Mondiale.

Gattuso e Gravina parlano di eroismo, ma i numeri raccontano altro

Nel post partita, le dichiarazioni del commissario tecnico Gennaro Gattuso e del presidente della FIGC Gabriele Gravina hanno sorpreso. Entrambi hanno definito la prestazione degli azzurri “eroica”, con Gattuso che si è detto persino sorpreso dall’atteggiamento della squadra. Parole che, tuttavia, si scontrano con la realtà dei fatti: l’Italia è stata per lunghi tratti in balia della Bosnia, creando poco e subendo molto, soprattutto dopo l’espulsione del difensore Bastoni.

L’eliminazione è ancora più pesante se si considera che, almeno sulla carta, la nazionale italiana partiva con un organico nettamente superiore. Nonostante ciò, gli azzurri hanno mancato ancora una volta l’obiettivo qualificazione, confermando una crisi profonda. Dopo le assenze dal Mondiale del 2018 e del 2022, l’Italia fallisce anche l’appuntamento del 2026. Bisognerà quindi attendere il 2030 per sperare di rivedere gli azzurri nella massima kermesse per nazionali: quello di Stati Uniti, Canada e Messico sarà il terzo Mondiale consecutivo senza la presenza italiana, un dato impensabile fino a pochi anni fa.

Dimissioni rimandate e futuro incerto

Nonostante il fallimento, in casa Italia non si è parlato apertamente di dimissioni.

Gattuso, visibilmente deluso e ferito nell’orgoglio, ha preferito non affrontare a caldo il tema del proprio futuro, rinviando ogni valutazione ai prossimi giorni. Anche Gravina, da tempo al centro delle critiche, ha scelto di prendere tempo. Il presidente federale ha infatti rimandato ogni decisione alla prossima settimana, quando si riunirà il consiglio federale convocato proprio dalla FIGC.

Sarà quello il momento chiave per capire se verranno prese decisioni drastiche o se si opterà per la continuità, nonostante l’ennesimo fallimento. Il rischio, però, è che tutto resti com’è, lasciando irrisolti i problemi strutturali che ormai stanno devastando il movimento calcio in Italia.