La storia tra Dusan Vlahovic e la Juventus è arrivata ai titoli di coda. Il centravanti serbo lascerà infatti il club bianconero il prossimo 30 giugno, chiudendo un capitolo che avrebbe potuto avere un epilogo diverso. I contatti tra le parti sono proseguiti nelle ultime settimane, ma il confronto tra la dirigenza juventina e il padre-agente del giocatore non ha portato all’intesa sperata. Le distanze economiche si sono rivelate troppo ampie e così la Juventus ha scelto di lasciar partire DV9 a parametro zero.
La distanza economica che ha portato alla rottura
Alla base della separazione ci sono soprattutto ragioni economiche. La Juventus aveva messo sul tavolo una proposta di rinnovo inferiore ai 6 milioni di euro netti a stagione, una cifra considerata in linea con la nuova politica societaria. Il club, infatti, non intende superare il tetto ingaggi fissato dalla dirigenza e vuole mantenere un equilibrio salariale all’interno dello spogliatoio. Non a caso, il giocatore più pagato della rosa resta Yildiz, individuato come uno dei punti di riferimento del presente e del futuro bianconero.
Dal canto suo, Vlahovic riteneva di meritare un contratto più ricco, sia per il ruolo centrale ricoperto negli ultimi anni sia per il proprio status internazionale.
Le richieste dell’attaccante non sono però state accolte dalla Juventus e, dopo settimane di confronti e tentativi di mediazione, è arrivata la fumata nera definitiva. Una decisione che porterà le strade delle due parti a separarsi al termine della stagione.
Spalletti attende risposte dalla società
Ora l’attenzione si sposta su Luciano Spalletti, che aveva indicato proprio Vlahovic come l’uomo ideale per guidare l’attacco del nuovo corso. Il tecnico di Certaldo considerava il serbo un elemento fondamentale per il proprio progetto tecnico e aveva spinto per il rinnovo del contratto, convinto che potesse essere il riferimento offensivo della squadra per le prossime stagioni.
Resta quindi da capire quale sarà la reazione dell’allenatore dopo l’addio di DV9.
Spalletti, inoltre, aveva chiesto alla società maggiore peso nelle decisioni di mercato, ma finora le sue richieste non hanno trovato piena soddisfazione. Emblematico il caso Alisson: la trattativa per il portiere brasiliano è infatti tramontata a causa della ferma volontà del Liverpool di non privarsi del proprio numero uno. Un altro segnale che potrebbe aumentare il malcontento del tecnico, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse della dirigenza.