Giovanni Malagò ha chiarito il suo ruolo alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), confermando la sua presidenza federale ma escludendo l'assunzione della presidenza del Club Italia. La dichiarazione, rilasciata in un'intervista, ha posto l'accento sull'approccio innovativo che contraddistingue il suo mandato, mirando a una gestione rinnovata del calcio italiano.

Un presidente innovatore per la FIGC

“Io non sono un rivoluzionario, non lo sarò mai, non è nel mio carattere, però sono onestamente un innovatore”, ha affermato Malagò.

Questa visione intende imprimere una svolta significativa nella direzione della Federazione, puntando al progresso senza stravolgimenti radicali. Ha inoltre rivelato la centralità di Paolo Maldini nel suo progetto: “Per me Maldini era il Piano A”, sottolineando l'importanza strategica di tale nomina come direttore tecnico.

Ruoli distinti e decisioni condivise

Malagò ha evidenziato una novità sostanziale: per la prima volta un presidente federale si estrania dal ruolo di presidente del Club Italia. “La vera novità è che per la prima volta un Presidente federale si chiami fuori dal ruolo di Presidente del Club Italia e l’ultima parola non la cala dall’alto ma la condivide”, ha spiegato. Questo modello promuove una gestione più partecipativa e una chiara separazione delle responsabilità, garantendo maggiore autonomia operativa.

Riguardo alla scelta del commissario tecnico, il presidente ha assicurato trasparenza e coerenza: “Non ci sono stati contatti con allenatori antecedenti ai colloqui con Paolo e Leonardo. Altrimenti saremmo partiti malissimo, avrei subito tradito le logiche che ci hanno portato ad aprire questo rapporto”. Un approccio che ha favorito la costruzione di un rapporto di fiducia reciproca fin dall'inizio.

L'ambiente federale ha risposto con entusiasmo a questa nuova direzione. “Mi sembra ci sia uno stimolo a far bene, uno stimolo aggiuntivo particolare da parte delle persone. Sanno che è una sfida e serve autocoinvolgersi. Io farò di tutto per farli sentire parte di qualcosa di importante”, ha concluso Malagò, promuovendo un forte senso di appartenenza e motivazione tra i collaboratori per affrontare le sfide future.

La nomina di Paolo Maldini e il nuovo corso

La nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia, ufficializzata l'undici luglio, segna un momento chiave per il nuovo corso federale. Questa scelta è stata presentata come il primo passo operativo di una strategia volta a rafforzare la struttura tecnica della nazionale. Maldini, affiancato da Leonardo in qualità di consulente, avrà il compito di guidare lo sviluppo e la crescita delle selezioni, con un'attenzione particolare al futuro del calcio italiano e al potenziamento dei settori giovanili.