La nuova stagione di Serie A nasce sotto il segno di gerarchie consolidate, progetti da ricostruire e modelli societari sempre più differenti. Daniele Adani, sulle pagine del Corriere della Sera, ha analizzato le principali protagoniste del campionato, indicando nell’Inter la favorita grazie a un percorso costruito negli anni, mentre Juventus e Milan dovranno avere pazienza per permettere ai nuovi progetti di maturare. Capitolo a parte per il Como, diventato un caso studiato anche all’estero, e per la Roma di Gian Piero Gasperini, forte di una centralità tecnica che ha già prodotto il ritorno in Champions League.
Inter favorita grazie alla continuità, Juve e Milan hanno bisogno di tempo
Secondo Adani, l’Inter parte davanti a tutte proprio perché può contare sul risultato di un lavoro costruito nel tempo. I nerazzurri non sarebbero quindi semplicemente una squadra più forte sulla carta, ma il prodotto di una programmazione sviluppata attraverso diverse gestioni tecniche e affidata ad allenatori di assoluto livello come Luciano Spalletti e Antonio Conte. Un patrimonio di idee, metodo e conoscenza che rappresenta oggi un vantaggio importante sulla concorrenza.
Il discorso cambia invece per Juventus e Milan, entrambe alle prese con l’ennesimo nuovo inizio dopo anni caratterizzati da continui cambiamenti tra calciatori e dirigenti.
Secondo l’ex giocatore, proprio questa mancanza di continuità rende necessario un periodo di assestamento: per trasformare gli investimenti in risultati serviranno tempo, fiducia e soprattutto lavoro serio. Cambiare molto può essere una scelta necessaria, ma il passo successivo deve essere quello di consolidare una direzione precisa, evitando di interrompere troppo presto un progetto alla ricerca di risultati immediati.
Como e Roma, due modelli diversi: programmazione e centralità dell’allenatore
Il Como rappresenta invece un caso completamente differente. Adani sottolinea come il club sia diventato una realtà talmente specifica da attirare attenzione, studi e approfondimenti anche fuori dall’Italia.
Il segreto starebbe nella programmazione, un concetto che la società interpreta ormai da anni senza lasciarsi condizionare dal giudizio esterno. Il Como ha idee chiare, segue una linea precisa e non teme di puntare su giocatori poco conosciuti altrove. Un modello che contrasta con la ricerca frenetica del risultato immediato e che punta invece sulla coerenza del progetto.
A Roma, invece, il fattore decisivo sarebbe stato il ruolo centrale affidato a Gian Piero Gasperini. Secondo Adani, la scelta della società di mettere il tecnico piemontese al centro del progetto ha favorito il lavoro dell’allenatore, permettendogli di incidere in maniera profonda sulla squadra. Il risultato è stato il ritorno della Roma in Champions League dopo sette anni di assenza, un traguardo arrivato attraverso il lavoro quotidiano sul campo e l’applicazione delle idee del Gasp. Due esempi diversi, dunque, ma accomunati da una stessa parola chiave: progettualità.