La giornata di Serie A ha riaperto diversi scenari sulle panchine e sui protagonisti delle grandi squadre. Al Milan, Luka Modric sembra incontrare difficoltà nel calcio proposto da Ruben Amorim e la sua permanenza in rossonero potrebbe essere limitata alla stagione in corso. Alla Juventus, invece, la clamorosa sconfitta arrivata all’ultimo minuto contro il Sassuolo ha riacceso le critiche verso Luciano Spalletti e fatto tornare d’attualità il nome di Antonio Conte. A Napoli, infine, il successo contro il Bologna ha momentaneamente allontanato la pressione da Massimiliano Allegri dopo tre sconfitte consecutive.
Milan, Modric in affanno: il sistema di Amorim può pesare sul futuro
La stagione di Luka Modric potrebbe essere arrivata a un bivio. Il centrocampista croato, che ha appena compiuto 41 anni, sta infatti mostrando qualche difficoltà nel calcio dinamico proposto da Ruben Amorim, soprattutto per le caratteristiche del sistema scelto dal tecnico portoghese. Il Milan gioca con due soli mediani e questo obbliga Modric a coprire porzioni di campo molto più ampie, lasciandolo spesso esposto alle transizioni avversarie. Un quadro profondamente diverso rispetto alla scorsa stagione, quando Massimiliano Allegri aveva costruito una sorta di protezione intorno al Pallone d’Oro croato, affiancandogli Rabiot e Fofana, due centrocampisti abituati a correre e sacrificarsi per garantire equilibrio.
Contro la Lazio, la prestazione di Modric è stata particolarmente negativa e Amorim ha deciso di sostituirlo già all’intervallo, con l’ingresso di Musah. Un segnale forte, soprattutto per un giocatore della sua esperienza e del suo peso nello spogliatoio. Il cambio potrebbe rappresentare soltanto una scelta tattica legata alla singola partita, ma può anche essere un indizio sul modo in cui verrà gestito il croato durante il resto della stagione. Senza una modifica del sistema o una maggiore protezione alle sue spalle, il rischio è che Modric possa faticare a esprimere pienamente le sue qualità e che questa annata finisca per diventare l’ultima con la maglia rossonera.
Juventus, esplode il caso Spalletti: i tifosi invocano Conte - Napoli, Allegri respira
La sconfitta della Juventus per 3-2 contro il Sassuolo, maturata nel finale, ha fatto esplodere nuovamente il malcontento intorno alla squadra e soprattutto nei confronti di Luciano Spalletti. Il ko ha infatti dato voce a quella parte di tifoseria e di addetti ai lavori che non aveva mai accolto con entusiasmo la scelta del tecnico toscano. Nelle ultime ore si è così rafforzata una corrente di pensiero che vorrebbe addirittura il ritorno di Antonio Conte a Torino. Il giornalista Sebastiano Vernazza ha sintetizzato il concetto con una frase destinata a far discutere: “Se fossi John Elkann chiamerei subito Antonio Conte”.
Un’indicazione che racconta bene il livello di pressione raggiunto alla Continassa, anche se al momento non risultano scenari concreti di una nuova rivoluzione in panchina.
A Napoli, invece, Massimiliano Allegri ha trovato una preziosa boccata d’ossigeno. Il gol di Lobotka è bastato agli azzurri per superare 1-0 il Bologna al termine di una gara complicata e spezzare una serie di tre sconfitte consecutive. Un risultato che, almeno temporaneamente, allontana le nubi attorno all’allenatore livornese. Un ulteriore passo falso avrebbe infatti aumentato enormemente la pressione, mentre il successo consente ad Allegri di guadagnare tempo. Il tecnico resta comunque sotto osservazione e chiamato a dare continuità al risultato ottenuto.