Le dichiarazioni di Luciano Moggi su un evento del recente passato accaduto in casa Juventus e quelle di Roberto Pruzzo sulle difficoltà offensive della Fiorentina sono destinate ad alimentare il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. L'ex dirigente bianconero ha raccontato un curioso retroscena legato a Gian Piero Gasperini e a un contatto con Comolli, mentre l'ex attaccante giallorosso ha espresso alcune perplessità su Pellegrino.

Moggi svela la telefonata di Comolli a Gasperini: il retroscena sulla Juventus

Nel corso di un intervento ai microfoni della trasmissione Twitch Juventibus, Luciano Moggi ha raccontato un episodio emerso durante un recente incontro avvenuto fra lui e Gian Piero Gasperini, oggi allenatore della Roma.

L'ex dirigente della Juventus ha spiegato di aver chiesto direttamente al tecnico se fosse vera la telefonata ricevuta da Comolli quando il francese era alla ricerca di un allenatore per la panchina bianconera. La risposta di Gasperini avrebbe confermato l'episodio, accompagnato da uno scambio di battute piuttosto singolare. Moggi ha riferito: "A Gasperini gli ho domandato se fosse vera la telefonata di Comolli e lui me l'ha confermata. Mi ha raccontato di aver ricevuto una chiamata nella quale il dirigente francese gli domandò 'Ma perché dovrei prendere lei alla Juventus?', e Gasperini gli rispose: 'Ma perché mi ha telefonato?'". Un racconto che potrebbe riaccendere le discussioni sulla gestione della scelta dell'allenatore a Torino.

L'approccio attribuito a Comolli, infatti, aveva già suscitato perplessità tra i sostenitori bianconeri e gli osservatori. Il dirigente francese, a distanza di un anno, sarebbe poi stato sollevato dall'incarico.

Pruzzo critica Pellegrino: 'Sono scettico, ha dei limiti'

Non soltanto Juventus e Roma, perché anche a Firenze le dichiarazioni di un ex protagonista del calcio italiano potrebbero far discutere. Roberto Pruzzo, intervenuto ai microfoni di Lady Radio, ha analizzato il rendimento degli attaccanti della Fiorentina, soffermandosi in particolare su Pellegrino e Beto. Sul primo, l'ex centravanti ha espresso alcune riserve, pur riconoscendone l'impegno: "Sono scettico su Pellegrino, ha dei limiti: dovrebbe essere in grado di giocare di più con la squadra.

È bravo di testa, ma la Fiorentina non crossa mai. Merita fiducia perché dà tutto e lavora duro. Beto tecnicamente è più capace in area di rigore, ma ora gli manca lucidità". Parole che evidenziano le difficoltà dei due interpreti offensivi e, allo stesso tempo, chiamano in causa anche le caratteristiche del gioco viola, in particolare la poca ricerca del cross.