La Lega torna a mettere al centro dell’agenda politica il tema delle case occupate abusivamente. Il leader Matteo Salvini propone di estendere lo sgombero immediato anche alle seconde case, ampliando quanto previsto dalla normativa introdotta a giugno, che si limita alla sola prima abitazione.

Estensione del decreto sicurezza e nuove norme-antioccupazione

L’obiettivo del Carroccio è rafforzare il Decreto Sicurezza, introducendo misure più incisive contro chi occupa illegalmente immobili. La modifica dovrebbe essere inclusa nel nuovo decreto che il Consiglio dei ministri esaminerà nelle prossime settimane.

L’annuncio è arrivato da Napoli, durante la conferenza di Confedilizia, dove Salvini ha ribadito la sua linea dura: “Chi occupa abusivamente deve lasciare subito l’immobile, anche se non è la prima casa”. La proposta ha trovato il sostegno dei capigruppo leghisti Molinari e Romeo, che hanno sottolineato come “la proprietà va tutelata: chi occupa va sgomberato senza esitazioni”. Anche Forza Italia mostra apertura, confermando un inserimento della misura nel decreto governativo per velocizzerebbe i tempi e sarebbe pienamente condivisibile.

Sfratti più rapidi: tempi ridotti a 10 giorni

Parallelamente, il Governo lavora a una riforma delle procedure di sfratto per rendere più rapide le esecuzioni. Come anticipato dal ministro per gli Affari europei, Foti, il progetto, promosso da Fratelli d’Italia, è già all’esame della Commissione Giustizia della Camera.

La proposta prevede che lo sfratto avvenga entro dieci giorni, eliminando la tradizionale notifica di rilascio. Dopo la comunicazione dell’atto di precetto, l’esecuzione scatterebbe immediatamente e dovrebbe concludersi entro trenta giorni. Sarebbe ammesso un solo rinvio di massimo 60 giorni, riservato a casi eccezionali come la presenza di anziani, persone disabili o soggetti con gravi patologie.

Confedilizia: "Più tutela ai proprietari" e il dissenso dal Sunia

Per Confedilizia queste misure rappresentano un punto di svolta. Il presidente Giorgio Spaziani Testa le definisce “fondamentali per riequilibrare il mercato immobiliare” e spiega come dare più fiducia ai proprietari significhi, indirettamente, offrire anche maggiori garanzie agli inquilini.

Arrivano però critiche dal Sunia, il sindacato degli inquilini. Il segretario generale Chiappelli contesta l’impostazione della riforma, denunciando la mancanza di misure sociali adeguate: “La maggior parte delle morosità è incolpevole. Da quattro anni non viene rifinanziato il fondo sostegno affitti, servirebbero almeno 900 milioni di euro”. Secondo i dati forniti dal sindacato, il disagio abitativo coinvolge 1,5 milioni di famiglie, di cui oltre il 78% vive in affitto.

Il Governo punta su 4 miliardi per le case

Il ministro Foti ha riconosciuto che per le fasce più fragili trovare un alloggio è ormai “un miraggio”. Tuttavia, rassicura che l’esecutivo ha stanziato circa 4 miliardi di euro da destinare a progetti di edilizia pubblica, sociale e convenzionata, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di abitazioni e ridurre la pressione sugli affitti.