Le baby prostitute di Roma all’inizio avevano tentato dimostrare una realtà diversa rispetto a quella che sta ora drammaticamenteemergendo.

Avevano presentato la loro “attività” come un’iniziativa spontanea evolontaria, come un modo per rendersi indipendenti economicamente e senza averesubito le pressioni di nessuno. Il quadro che si sta presentando è ben diversoe anche le intercettazioni telefoniche sembrano confermare come le dueminorenni fossero entrate in un contesto molto più grande di loro e dal qualefosse impossibile staccarsi.

Forse all’inizio solo una morbosa voglia disentirsi grandi, ma poi abusate ed utilizzate come oggetti sessuali.

Eranoobbligate a farsi riprendere completamente nude e a filmare i loro incontri coni clienti, altrimenti i ricatti erano pressanti.

Le loro immagini e i lorovideo erano immediatamente postati in molti siti pedopornografici e scambiatiin uno squallido giro di ambienti perversi. Sono più di 2000 i filessequestrati dagli inquirenti e quasi cinquanta gli uomini iscritti nel registrodegli indagati.

Figure predominanti che avevano in mano il controllo dellasituazione e decidevano “le prestazioni” delle 2 minorenni di 14 e 15 anni,erano i 2 sfruttatori Mirko Ieni e Nunzio Pizzacalla. Le baby prostitute liavevano descritti quasi come degli amici che avevano messo a disposizione unaloro casa al quartiere Parioli dove avvenivano gli incontri, ma in realtà eranopropri i due uomini a comandare e a dirigere le operazioni.

Alimentavano ilparco clienti, stabilivano le tariffe e la durata degli appuntamenti, nonché concordavanola tipologia di informazioni da poter dare ai vari clienti (evitandoaccuratamente uomini sotto i 20 anni, per non correre il rischio che potesseroconoscere le 2 ragazze).

In cambio una forte percentuale sugli “incassi”.

Raccapricciantee assolutamente inconcepibile la posizione della mamma di una delle ragazze,che addirittura incitava la figlia a prostituirsi per poter avere un'ulteriore fonte di guadagno oltre al suo stipendio.

Sarà quasi sicuramente rinviata a giudizio insieme ad altri clienti. Per la maggior parte di quest’ultimi non si conosce ancora il nome (gli inquirentistanno mantenendo il riserbo), se non quelli di Riccardo Sbarra (accusato anchedi detenzione di materiale pedopornografico dopo il ritrovamento nel suo pc di2000 files che ritraggono minori in atteggiamenti a sfondo sessuale),  Marco Galluzzo (accusato anche di spaccio disostanze stupefacenti), Mario Michael De Quattro e Gianluca Sammarone, tutti in un’età compresa tra i 30 e i 50 anni.

Altri nomi balzati agli onoridella cronaca sono quelli del vice responsabile del settore informatico diBankitalia Andrea Civadini e del maritodi Alessandra Mussolini, Mauro Floriani. Nel giro anche un figlio di unparlamentare del centro-destra, un manager della società di revisione “Ernst& Young” e alcuni funzionari della Fao (l'organizzazione delle NazioniUnite per l'alimentazione e l'agricoltura).

Tutti gli uomini interrogati sisono difesi sostenendo di non avere avuto sentore che le 2 prostitute fosserominorenni, ma è emerso come altri potenziali clienti fossero scappati appenaviste in faccia le ragazze, dal momento che dimostravano (come è plausibile) meno di 18 anni.Impossibile per gli uomini indagati sostenere di non avere avuto rapporti sessualia pagamento, perché le intercettazioni a loro carico erano pesantissime ed assaichiare.

Al telefono con gli sfruttatori o direttamente con le minorenni venivanostabilite tariffe ed orari e anche i pedinamenti effettuati dal nucleoinvestigativo dei Carabinieri di Roma, comandati dal colonnello LorenzoSabatino, hanno dimostrato come da parte loro non ci fosse alcuna remora moralenell’incontrare le 2 che per molti di loro avevano più o meno l’età dellefiglie che salutavano al loro ritorno a casa.

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