Da quattro anni sono rinchiusi in carcere a Varanasi, in India. L'odissea indiana non riguarda solo i due fucilieri della Marina, ma anche Tomaso Bruno, di Albenga ed Elisabetta Boncompagni, di Torino. Condannati nei due primi gradi di giudizio all'ergastolo da mesi attendono che la Corte Suprema di Nuova Delhi decida qualcosa sul loro futuro.
Nel frattempo cresce l'angoscia da parte dei loro genitori e in particolare di Tomaso che da quattro anni, ormai, fanno la spola tra Albenga e Varanasi (via Milano Malpensa) per stare accanto al figlio dopo aver speso una montagna di euro tra viaggi e spese legali.
"Chiunque farebbe la stessa cosa - dice Marina Maurizio, la mamma di Tom che, un mese e mezzo fa, è volata nuovamente in India per stargli accanto - Lo faccio come dovere di madre, ma perché fermamente convinta che mio figlio in questa storia non c'entra proprio nulla". Dicono che Tom e Eli hanno ucciso in un "triangolo diabolico" il loro compagno di viaggio Francesco Montis durante una sosta in un hotel di Varanasi. È vero? "Non è semmai giusto dire che Francesco aveva già grossi problemi di salute - precisa il padre di Tom, Luigi Bruno - Quel giorno mio figlio ed Elisabetta si erano accorti che aveva avuto delle complicazioni e si erano prodigati ad aiutarlo. E invece è successo qualcosa di incredibile.
La polizia li ha accusati di omicidio ritenendoli responsabili della morte del loro amico. L'autopsia è stata eseguita da un oculista e questo la dice lunga su come agisce la giustizia indiana".
Ma qualcosa di altrettanto incredibile sta accadendo anche ora a Nuova Delhi. Il processo di terzo grado non è ancora decollato. È stato rinviato una decina di volte. Ora martedì prossimo ci sarà una pausa e probabilmente la causa sarà fissata al prossimo 15 aprile. "Nel frattempo - sottolinea Marina Maurizio rimasta a Varanasi al fianco di Tom e Eli - mi auguro che la diplomazia possa fare il suo corso. L'Ambasciatore italiano, richiamato in Italia, non è più tornato in ufficio e qui abbiamo bisogno di lui.
Una forza diplomatica per cercare di risolvere un caso davvero kafkiano, qui è importante sia per Tom e Eli che per i due marò. Non possono lasciare quattro italiani in balia di una giustizia che non decide e che prende tempo per definire un caso chiarissimo: i nostri ragazzi non hanno ucciso Francesco e anche i suoi genitori sono d'accordo con noi. Aveva problemi di salute e durante il suo viaggio in India la situazione si è ulteriormente aggravata. Tomaso ed Elisabetta hanno fatto davvero l'impossibile per aiutarlo. Purtroppo la situazione in questo momento è decisamente delicata. I nostri legali ci tranquillizzano dicendoci che è evidente che Tom e Eli sono stati condannati senza prove. Una storia quindi da silenzio degli innocenti".