Ad oggi, la comunità cristiana di Mossul (l'antica Ninive assira) non esiste più. Asia News, l'agenzia internazionale del Pontificio Istituto delle Missioni Estere, con il motto: Adotta un cristiano di Mosul, ha lanciato una campagna di aiuti a favore di migliaia di profughi cristiani iracheni, costretti a fuggire per scampare allo sterminio. L'alternativa alla morte è la conversione all'Islam. I fondi che verranno raccolti, saranno consegnati al Patriarca di Bagdad che avrà il compito di distribuirli agli sfollati.

La prima a denunciare lo sterminio di Mosul fu una giornalista irachena di fede musulmana, Dalia al-Aqidi. Cristiani costretti alla fuga, bambini decapitati, padri impiccati, madri violentate uccise, case marchiate come all'epoca di Hitler, con una N (Nun) che sta per Nassarah, i seguaci di Cristo, in termini dispregiativi, questa è la realtà che si palesa agli occhi del mondo e che vede come carnefice l'Islam fondamentalista.

L'epurazione degli infedeli è iniziata in giugno 2014, per mano dei miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.

Si tratta di un movimento integralista, non riconosciuto a livello internazionale, che ha autoproclamato la sovranità politica sull'Iraq e sulla Siria e intende estenderla su altri paesi arabi come Giordania, Palestina, Libano, Kuwait, Cipro, Israele, Turchia (nella parte meridionale). Questo Stato Islamico sta imponendo la Sharia in tutti i territori che controlla con l'intendimento di realizzare un califfato islamico che comprenda, sotto un'unica bandiera sunnita, la Siria e L'Iraq e non solo.

Emblematica è la parola Levante che sta ad indicare i veri obiettivi del gruppo integralista. Per raggiungere questo obiettivo stanno provvedendo a sterminare tutti gli infedeli che non si vogliono convertire: dopo Mosul è toccato agli yazidi. Non è la prima volta che minoranze etnico - religiose vengono perseguitate. L'olocausto e le persecuzioni, da parte dell'Islam nei confronti di altre confessioni, erano già iniziate ai tempi della disgregazione dell'Impero ottomano e negli anni Sessanta, quando proprio i cristiani vennero cacciati nel corso delle rivolte avvenute in Kurdistan.

A Mosul, e Baghdad, trovarono rifugio. Con l'epurazione degli infedeli cristiani in Iraq si è di fronte al terzo massacro perpetrato dall'Islam nell'arco di poco meno di un secolo nell'area mediorientale. La comunità internazionale si sta muovendo per soccorrere i profughi e trovare loro una nuova casa per ricominciare.

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