Beyt Lahiya, Striscia di Gaza. Quanto sia fragile questa tregua lo sappiamo tutti, quante insidie può nascondere questo territorio anche in un momento di tregua, e davvero non ci serviva il suo coraggio di testimone del tempo in prima fila all'istante, quando il fatto accade si compie, c'è l'ha detto oggi, e per sempre, Simone Camilli, romano di 35 anni, videoreporter italiano che lavorava per l'Associated Press e altre agenzie. La strage è avvenuta a nord di Gaza nel tentativo di smantellare un missile israeliano rimasto inesploso sganciato da un F-16 sulla città in questi giorni di guerra ,da parte di esperti della polizia palestinese nei pressi delle torri al-Sheikh Zayid; l'esplosione del missile è costato la vita a cinque di loro, a un giornalista di Gaza, traduttore del reporter di Roma e a Simone Camilli che filmava il disinnesco.

Imprecisato il numero dei feriti. Simone è anche il primo reporter straniero morto dall'inizio del conflitto, che aggiorna il triste conteggio a 1.900 vittime palestinese, 67 israeliani, 1 italiano.

La notizia è stata prima postata su Facebook dal portavoce del ministero della Sanità palestinese Ashraf al-Qedra e poi confermata dalla Farnesina. " La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese" le parole di cordoglio espresse dal ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Oggi alla mezzanotte locale scade il cessate il fuoco di 72 ore, al Cairo, l'Egitto mediatore dei negoziati indiretti cerca di stringere i tempi per arrivare a una tregua duratura, la proposta prevederebbe che l'Autorità palestinese subentri ad Hamas nell'amministrazione della regione, la riapertura di alcuni valichi e un marginale allontanamento di parti del blocco imposto a Gaza da Israele; ma non c'è traccia di alcuni nodi cruciali, come la richiesta israeliana che vuole il disarmo di Hamas, o quella di Hamas che vuole la rimozione totale del blocco; di queste cose si parlerà in negoziati futuri.

Ma la tregua vacilla, dai palestinesi arrivano accuse ad Israele di violazione del cessate il fuoco, mentre il ministro degli Esteri di Tel Aviv, Avigdor Lieberman dice al quotidiano Haaretz: "Se l'attuale cessate il fuoco sta portando al collasso", ha aggiunto "Israele deve prendere l'iniziativa, anche se questo vuol dire escalation;e chiudere nel più breve tempo possibile".

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