Continuano le indagini da parte della scientifica e dei carabinieri per trovare il colpevole dell'omicidio della piccola Fortuna, la bambina che secondo le ricostruzioni attuali della meccanica dell'omicidio sarebbe stata scaraventata giù dal terzo piano di un palazzo del Parco Verde di Caivano. La signora Domenica Guardato, madre della piccola Fortuna, lancia un appello a chiunque sappia qualcosa di farsi avanti e nel fare ciò mostra una scarpetta, quella del piede sinistro di sua figlia, trovata addosso alla bambina nel momento in cui fu vista senza vita sull'asfalto, ai piedi di quell'isolato numero tre. Manca un fiorellino da ricamo a quella scarpa come ci spiega la signora, fiore che poi fu ritrovato dalla zia della bambina a un centinaio di metri dalla palazzina: "Quando tocco quel fiore ho la sensazione di toccare mia figlia, e questo gesto mi da la forza di continuare questa difficile battaglia che non avrà fine nemmeno quando l'assassino sarà in carcere perché nemmeno così potrò riavere mia figlia". Rimane la rabbia nella madre di Fortuna per la storia del tutto inventata che inizialmente circolava sulla piccola, che l'avrebbe vista coinvolta in un giro di prostituzione minorile.

La chiave del mistero potrebbe situarsi proprio in chi possiede l'altra scarpetta, quella del piede destro, poichè potrebbe permettere di allargare le indagini ad ulteriori elementi sospetti. Quello che ipotizzano i criminologi che si stanno occupando del caso, infatti, è che l'assassino sia un feticista che amerebbe collezionare le scarpette delle sue prede e vittime sessuali, svolgendo un rituale ben preciso. In effetti, anche la storia di Antono Giglio ha a che fare con l'assenza della scarpetta sul luogo del ritrovamento del cadavere. Il bimbo infatti, che la sera del 27 aprile dell'anno scorso fu trovato ai piedi dell'isolato numero 3 del parco Verde, lo stesso isolato di Fortuna tra l'altro, fu trovato privo della scarpa destra e anche nel suo caso si è trattata di un'associazione di violenza sessuale e lancio dalla finestra, combinazione che fa pensare ad un unico assassino che svolgerebbe dei riti omicidi ben precisi.