In molti se lo chiedono, alcuni lo sospettano, la maggior parte ne hanno il presagio: il virus Ebola potrebbe essere il rischio epidemiologico del millennio. Come accadde per la peste nera negli anni del buio medievale, sembra proprio che il virus Ebola voglia proporsi con il sottotitolo: "A volte ritornano". La paura è giustificata dalla devastanti conseguenze per la persona, che difficilmente sopravvive, ma anche dalla possibilità di risvegliarsi improvvisamente dopo essere stati dichiarati morti dall'autorità sanitaria.

Un altro risveglio dalla morte

La notizia è di un paio di giorni fa, ma solo da qualche ora vengono diffusi i dettagli di un "nuovo risveglio dalla morte" da parte di un individuo contagiato e deceduto a causa di Ebola. I tabloid e in buona parte i settimanali di cronaca sanitaria, non incidono oltremodo, sottolineando la notizia, con lo scopo di evitare il "panico pandemico" e suggestionare, chissà con quali ancestrali e nefasti presagi, la mente dei cittadini. Tuttavia sta di fatto che un altro morto di è risvegliato.

La squadra degli "addetti alla sepoltura sanitaria" è intervenuta su invito di un giornalista che riferiva la presenza di un "morto contaminato" per la strada. Gli incaricati hanno proceduto all'applicazione del protocollo di intervento e hanno quindi "bagnato" il corpo dell'uomo con della semplice candeggina, utilizzata come strumento "contenimento" del contagio post-mortem. Dopo il "bagno d'ammoniaca" il morto è stato messo in un sacco per essere arrotolato in un altro sacco nero da spazzatura.

Improvvisamente, durante le procedure di "inscatolamento", l'uomo muove le braccia: è vivo. Scatta la procedura di "trasporto sanitario pied-à-terre". Non si sa dove, non si capisce per far cosa.

Nessuna chiarezza sulle ragioni dei risvegli

Cosa sia accaduto a questo ultimo "morto risvegliato" non lo sapremo mai probabilmente, non si può nemmeno essere certi che sia sopravvissuto. Sta di fatto che la "platea urbana" creatasi sul posto con i pochi "coraggiosi" intenti a guardare, ormai è indecisa se gridare al miracolo o sgomentare dal terrore.

Al momento non c'è alcuna ragione, anzi al contrario c'è un "profondo amletismo", su questi risvegli. Le interpretazioni della gente locale fanno riferimento al loro "codex religiosus", spiegano questi eventi come cattivi presagi di un imminente tragedia mondiale, e forse hanno ragione. Benché l'Italia, per una volta, stia dando prova di aver trovato un vaccino, Ebola rimane un "virus polemico", che non scende a patti e non stringe compromessi. Ebola è galoppante e i liberiani, ormai, sembrano essersi "gettati il manico dietro la scure".

L'abbandono, il disastro, l'orrore di uomini devastati dal virus , magari fratelli, sorelle, genitori di chi li osserva impotente ha generato un crepuscolo igienico-sanitario dal quale sembra non esserci alcuna via d'uscita. E mentre gli uomini muoiono alcuni morti "tentano di rivivere".

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