A maggio del 2014 scoppia il caso Sopaf e nell'ambito dell'inchiesta rientra anche Paolo Saltarelli, ex presidente della cassa nazionale dei ragionieri ora accusato di corruzione per aver intascato un milione di euro. Saltarelli è stato arrestato stamattina - con un mandato di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari Donatelli Buonamici su richiesta del pm Ruta - a Milano dalla guardia di finanza. 

Ma riepiloghiamo i fatti.

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A maggio i fratelli Giorgio, Ruggero e Aldo Magnoni (ma anche il figlio di Giorgio con altre 3 persone) vengono accusati di bancarotta fraudolenta a cui si aggiunge un ammanco di 100 milioni di euro dal capitale dell'azienda: tutto ciò porta all'arresto dei fratelli Magnoni soprattutto a causa delle truffe perpetrate ai danni delle casse di medici (enpam), giornalisti (inpgi) e ragionieri (enpa). 

Il coinvolgimento di Saltarelli si riferirebbe a una somma di circa 660.000 euro appartententi alla Cassa dei Ragionieri e che sarebbero stati affidati a una delle controllate della Sopaf - Adenium -  per poter effettuare investimenti.

Gli investimenti dovevano essere fatti anche al di fuori del confine nazionale ma a quanto pare una parte del denaro sarebbe stato sottratto per finire nelle tasche del Saltarelli.

Nell'ambito dell'inchiesta per le appropriazioni illecite di denaro rientrarono a maggio anche nomi eccellenti: l'ex di Lehman Brothers Andrea Toschi, Gianluca Selvi - ex presidente di Arner Bank e ad di Adenium - e Alberto Ciaperoni ad di Sopaf.

La truffa avveniva in questo modo: Sopaf gestiva parte del capitale delle Casse e ne utilizzò una parte per acquistare quote del Fip - fondo immobili pubblici - che avrebbe poi rivenduto dopo pochi giorni alle casse stesse ricavando un guadagno illecito. Dei 660.000 euro spariti dalla cassa dei ragionieri la maggior parte sarebbe invece finita in conti correnti all'estero, in particolare in banche di Bermuda e Mauritius, per tornare in Italia a favore degli arrestati.

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Le Casse quindi non si trovavano solo a mani vuote, ma anche in perdita.

Le indagini iniziarono nel 2012 quando Sopaf, spa italiana con quotazioni nella borsa di Milano, venne messa in liquidazione.