La stagione islamica degli attentati a obbiettivi occidentali non è mai stata così attiva con un nuovo episodio dinamitardo avvenuto in Nigeria. Arriva la notizia di un altro attentato kamikaze che produce 48 morti tra i liceali di una scuola. I genitori sul posto esasperati accolgono gli agenti con una fitta sassaiola. Si sospetta la matrice islamica dei separatisti di Boko Haram

Il fatto

Nella cittadina di Potiskum, situata nella parte settentrionale della Nigeria, un kamikaze si fa esplodere nei pressi di un liceo uccidendo 48 morti, vittime innocenti della follia jihadista. La polizia locale riferisce i dettagli del fatto avvenuto nello Stato nord-orientale di Yobe mentre numerosi feriti vengono ricoverati in gravi condizioni presso il Potiskum General Hospital.

L'attentato probabilmente è opera dei separatisti di Boko Haram anche se non è giunta nessuna rivendicazione fino adesso.

Gli scopi delle missioni suicide

La regione dove si è verificato l'attentato è protetta dallo stato d’emergenza stabilito dal governo di Abuja proprio per contrastare l'azione violenta dei separatisti. Purtroppo la misura non ha evitato la tragedia causata dalle truppe di Boko Haram che nelle scuole vedono il simbolo principale

dell'influenza culturale dell'Occidente. L'obiettivo dichiarato dai militanti jihadisti è quello di realizzare un “Califfato” in Nigeria che dal 2009 è sotto assedio degli islamici.



Zona a rischio

Un testimone intervistato da una troupe televisiva di Al Jazeera riferisce di aver visto decine di corpi per terra sanguinanti, una scena indescrivibile con ambulanze che fanno avanti indietro a portare i feriti al vicino ospedale di Potiskin. Il momento per colpire è stato scelto con cura in quanto è successo questa mattina alle 8,00, proprio mentre tutti gli studenti erano riuniti in attesa di salutare il preside. Un bersaglio troppo facile per fallire. La zona ora è presidiata dai militari presi di mira dai sassi tirati dai genitori degli sfortunati ragazzi che in questo modo sfogano tutta la rabbia e la disperazione per l'ennesima atrocità commessa dagli islamici.