Come già anticipato in un precedente articolo, uno storico che da alcuni anni lavora per conoscere la verità sulla sorte di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori ha pubblicato sulla pagina FB "Emanuela Orlandi: la pista brasiliana" le risultanze di un'analisi storica condotta sulla misteriosa missiva giunta alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto" nell'aprile 2013. Le risultanze della ricerca sono state talmente sbalorditive che lo studioso si è affrettato ad informare gli organi inquirenti delle interpretazione degli elementi contenuti nell'inquietante lettera anonima. Ecco di seguito spiegato il perché lo studioso ha ritenuto di dover confermare le sue precedenti affermazioni sulle presunte responsabilità dell' Accademia pontificia per il culto dei protomartiri.

Nella busta arrivata alla redazione romana della trasmissione dedicata agli scomparsi, oltre alla lettera erano contenuti alcuni allegati. Ben tre degli indizi sono dedicati alle "guardie svizzere": in particolare, due articoli del giornale tedesco "Suddeutsche Zeitung" riportano fotografie e trattano della cerimonia del giuramento dello storico corpo di guardie pontificie. Un'altro scritto, ancora in tedesco, riporta un brano dell'allocuzione papale tenuta il 6 maggio 2011 in occasione del giuramento degli svizzeri.

Infatti, le nuove guardie giurano in occasione della cerimonia che, ogni anno, si celebra il 6 maggio in occasione e per ricordare il "Sacco di Roma". Uno degli articoli riporta esplicitamente il riferimento. Il Sacco di Roma, un episodio tragico della Storia vaticana, un fatto cruento che annualmente si commemora con il rinnovo del giuramento di fedeltà al Pontefice: il 6 maggio 1527 ben 142 svizzeri persero la vita massacrati dai lanzichenecchi nei pressi della Schola Collegii dove furono pietosamente sepolti.

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Quel luogo, da allora, è detto ed è noto come Camposanto teutonico. Teutones in pace, recita la scritta che sovrasta l'ingresso dell'antico cimitero. Al Camposanto rimanda anche una scritta che l'anonimo mittente della misteriosa lettera ha vergato su uno degli articoli di giornale che così impone: Silentium. Richiamando il rispetto del silenzio da tenersi nei cimiteri.

Ebbene, presso la Schola Collegii del Camposanto Teutonico vi è la storica sede dell' Accademia Cultorum Martyrum, l'istituto pontificio dedicato al culto dei protomartiri che, secondo una lettera del 2005 inviata ancora al programma di raitre (foto), contava tra i suoi componenti dei "fanatici". Anche il fatto che siano stati utilizzati documenti redatti in lingua tedesca avvalora, secondo lo storico, la tesi che proprio al camposanto teutonico si volesse alludere. Se questo non bastasse, ritiene lo studioso, il terzo foglio allegato alla lettera, recante il brano dell'allocuzione papale tratta di un argomento riferibile proprio al protocristianesimo ed alla preghiera nei secoli precedenti ed immediatamente successivi la nascita di Cristo.

Infine, una diapositiva facente parte del misterioso corredo mostra il "pesce stilizzato" simboleggiante proprio il culto dei primi cristiani ed inserito proprio nello stemma della Pontificia Accademia dei Protomartiri. Questa volta l'indagine sembra veramente arrivata ad una svolta.