Napoli Group, così soprannominato dalla stessa Unione Europea, smantellato il più grande produttore di banconote false al mondo. Sono stati 56 gli arresti effettuati dall'arma dei Carabinieri dopo un'indagine guidata dal vice procuratore di Napoli. Esperti di falsificazione e spaccio delle banconote prodotte, viene ipotizzato producessero il 90% di tutti gli euro falsi presenti sul mercato mondiale. Il gruppo criminale, con sede operativa nel napoletano, stava diventando un vero e proprio riferimento nel proprio mercato, tanto che i suoi componenti era arrivati ad offrire la loro esperienza, effettuavano corsi con i quali insegnavano l'arte della contraffazione in tutto il mondo.

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Una volta prodotte banconote e monete, seguivano un iter preciso, fatto da grossisti e dettaglianti, i quali riciclavano il denaro falso in posti poco controllati e molto frequentati, come ad esempio le sagre di paese, ma anche supermercati.

Arresto per 56 persone, sgominata la prima banda al mondo per produzione di soldi falsi

Primato italiano, questo, di cui poco ci si può vantare, se addirittura l'organizzazione era responsabile del 90% del mercato nero della falsa valuta è indubbio che fosse profondamente radicato nella società, sfruttando la crisi economia per comprare le persone necessarie per mantenere l'anonimato ad un prezzo conveniente.

Tanta omertà, quindi, ma anche tanta professionalità, se così si può dire, per i protagonisti del Napoli Group che riuscivano a vendere in molti paesi europei, come la Germania, ma anche paesi dell'Est Europa e del Nord Africa. Un componente del gruppo campano sarebbe riuscito, addirittura, a produrre e piazzare nel nord Italia, una banconota da 300 euro. Indubbia quindi l'abilità dei falsari, ma alla fine le indagini, iniziate nel 2012, sono riuscite a scoprire i traffici illeciti utilizzando e decifrando le intercettazioni delle comunicazioni della banda.

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Nella lista degli indagati anche Domenica Guardato, la mamma della bimba morta il giugno scorso, dopo essere caduta dal palazzo nel quale abitava, in seguito venne aperta un'inchiesta per omicidio.

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