Un migliaio di giornalisti e misure di sicurezza straordinarie hanno accolto Bergoglio al Parlamento di Strasburgo, dove il Papa si è recato in mattinata per un discorso all'Europa molto lungo e articolato. Il Santo Padre, accolto dal Presidente Martin Schulz, ha fatto il suo ingresso nell'emiciclo dell'Euro Parlamento ed è stato accolto da un lungo applauso di circa due minuti.

Durante il suo discorso, si è rivolto direttamente al cuore dell'Europa, affermando che la politica non deve girare solo intorno all'economia, ma che deve soprattutto concentrarsi sulla sacralità della persona umana e dei valori inalienabili dell'uomo.

Si tratta del primo intervento in assoluto da parte di Papa Francesco sul tema dell'Europa e del rapporto difficile dell'UE con i propri cittadini: salvo qualche accenno durante le udienze, Bergoglio non aveva mai parlato direttamente al Vecchio Continente e ne ha approfittato per ricordare le radici cristiane, i valori etici e la difesa degli ultimi rispetto a una politica di austerity che si va sempre più defilando all'orizzonte da parte dei capi di stato membri del Parlamento europeo. Ai politici, infatti, il Santo Padre ha ricordato che è giunto il momento di favorire l'occupazione e ridare dignità al lavoro, l'unico in grado di nobilitare l'uomo nel fisico e nello spirito.

Francesco si è, poi, soffermato sul problema degli immigrati, un tema attualissimo da cui si stanno scatenando moltissime ripercussioni anche sulla vita politica e sociale italiana.

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Era presente anche il Premier Matteo Renzi, che ha condiviso in assoluto le parole del Pontefice, sottolineando l'importanza di affrontare nel migliore dei modi, con un'Europa unita e non burocratica, la questione del Mediterraneo, sempre più reso cimitero dalle numerosi morti e dai barconi d'immigrati che ogni giorno approdano sulle coste dei Paesi del sud Europa.

Dopo il suo discorso al Parlamento il Papa ha incontrato il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, quello della Commissione Juncker e quello di turno del Consiglio Ue, Matteo Renzi appunto.