Erano in 100.000 e più (quasi 120.000 secondo l'unione dei lavoratori belgi) ieri, fra lavoratori ed inoccupati, in marcia verso la capitale del Belgio, Bruxelles, per protestare contro la politica del nuovo governo belga, insediatosi nella capitlea da poco più di un mese. Iniziata in maniera pacifica, la protesta, rivolta principalmente verso la nuova politica di "austerity" e abbattimento delle spese, è sfociata in violenza quando alcuni dei dimostranti hanno cappottato e dato fuoco ad alcune auto, tirato pietre e bombe carta in direzione delle forze di polizia.

La polizia ha quindi risposto con l'uso di gas lacrimogeni al peperoncino e cannoni ad acqua. Nel pomeriggio la polizia ha disperso i manifestanti con delle cariche non violente.



Il bilancio della giornata è di 50 feriti e 30 manifestanti in stato di fermo. Secondo un portavoce della polizia belga, questa è stata una delle proteste più vibranti in Belgio nel corso degli ultimi 60 anni.



I lavoratori sono arrabbiati per le nuove riforme sul lavoro, con aumento dell'età minima di pensionamento dagli attuali 65 anni ai 67 e "congelamento" degli stipendi per alcuni anni.

Le riforme proposte dal nuovo governo di centro-destra, comprenderebbero anche un drastico taglio alla spesa pubblica attraverso riduzione dei budget destinati alla salute ed alle attività di interesse pubblico.



"Stanno colpendo duramente i lavoratori e gli inoccupati. Non si stanno concentrando su chi potrebbe davvero risolvere il problema. Le persone che i soldi li hanno davvero", questo il messaggio di un portavoce dei dimostranti.

L'unione dei lavoratori belgi, ha fatto sapere che quella di ieri è solo la prima di una serie di dimostrazioni e proteste, che termineranno con l'ampio sciopero nazionale programmato per il 15 di Dicembre.



Il governo ha risposto alla protesta facendo sapere di essere stato costretto a considerare l'introduzione delle riforme proposte per controllare il bilancio nazionale e farlo rientrare nelle richieste dell'Unione europea.





"Condivido la preoccupazione della gente. Ciò che il governo sta cercando di fare è ingiusto", parole dell' ex primo ministro belga, Elio di Rupo, in carica fino allo scorso 11 di Ottobre.

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