I volontari che lottano contro l'epidemia ebola, nella giornata odierna, sono stati premiati per il loro coraggio, con il titolo di "Personaggio dell'anno", a dichiararlo il settimanale Time statunitense. Intanto migliorano le condizioni del medico di Emergency ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma. Dagli ultimi bollettini medici pubblicati è emerso che il paziente da qualche giorno respira autonomamente, reagisce agli stimoli esterni e interagisce con gli operatori sanitari, pare dunque che la seconda infusione del farmaco sperimentale abbia dato buoni risultati.

Lentezza e negligenza

L'OMS tramite il suo portavoce, il direttore Margaret Chan, ha ammesso una certa negligenza e lentezza nel cercare di curare ed evitare la diffusione dell'epidemia, sottolineando che, tutto il mondo nell'ambito sanitario, ha sottovalutato gli effetti e le conseguenze di questo virus, la cui origine è antica ma la diffusione attuale sta notevolmente provocando disagi inquietanti.

Questa lentezza ha permesso al virus di provocare più di 6000 vittime, diffondendosi rapidamente.

La ricerca

Novità importanti provengono dai ricercatori dell'Istituto Spallanzani, i quali hanno messo in atto uno schema che permetterebbe di riscontrare più facilmente nel sangue di un paziente infetto, tracce del virus ebola per diminuire il rischio di poterne diffondere il contagio. Si tratta di un meccanismo digitale messo in atto da un dispositivo che sarebbe in grado in 75 minuti di verificare la presenza del virus. L'obiettivo di realizzarlo è stato già raggiunto grazie alla fusione di lavoro tra l'azienda elettronica stmicroelectronics e lo stesso Istituto Spallanzani.

La prossima meta, sarà quella di testare l'apparecchiatura e poterla finalmente impiegare al fine di ridurre i tempi di individuazione del virus nei pazienti, ridurre, inoltre, il rischio di contagio e infine minimizzare le tempistiche e i costi.

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Questa scoperta consentirà anche di individuare e contrastare la diffusione di altri virus. Certo è che se si fosse intervenuti prima, tante morti si sarebbero potute evitare, ci auguriamo che questo risultato delle ricerche dei nostri validi ricercatori possa essere messo in atto al più presto e che si possa fermare questa epidemia che sta diffondendo panico e dolore.